Autunno: è tempo di migrare
Padre Giovanni Carrara ci saluta
Autunno: si emigra e anch'io ritorno al mio primo amore, al Burundi. Anno Santo, "anno del pellegrinaggio": faccio ancora le valige come quella prima volta, il 5 ottobre 1960, quando salutai i familiari e gli amici di Albino per entrare nel seminario dei Missionari Saveriani, dove ogni angolo mi parlava di apostoli, di missione rivolta a tutti i popoli della terra.
3 ottobre 1972: prima Messa ad Albino, e poi per sette anni animatore missionario e vocazionale ad Alzano Lombardo. Quanti viaggi attraverso le valli bergamasche per incontrare i ragazzi e animare le Giornate Missionarie e prestarsi in ogni parrocchia per le confessioni e la predicazione!
5 ottobre 1980: vent'anni fa, col cuore giovane e la mente piena di sogni, atterravo all'aeroporto di Bujumbura, la capitale del Burundi, il Paese delle mille colline, delle mandrie, delle danze e dei tamburi, del the, del caffè e delle banane, dove abitano gli hutu, coltivatori della terra, e i tutzi, pastori e guerrieri, e anche i twa, che si tramandano da secoli l'arte di forgiare i fasi.
Purtroppo sul verde di quelle colline, alla luce indescrivibile di quei tramonti di fuoco, quanto sangue è stato versato! Quante lacrime sul volto di madri inconsolabili e di bimbi rimasti orfani a causa di un'assurda guerra che divora con violenza inaudita vinti e vincitori! Tanti sono arrivati a farsi guidare, non dalla mente e dal cuore, ma dalle armi donate da Paesi "progrediti" per imporsi sulle altre etnie che avrebbero dovuto essere, nella diversità e nell'amicizia, la loro più grande ricchezza.
Sette anni in Burundi, sei in Cameroun e sette ancora in Italia. Più gratificante sarebbe stato tornare in Cameroun dove ci sono folle di giovani desiderosi di sostenere le iniziative delle tante comunità ecclesiali di base, dove il lavoro vocazionale è fruttuoso, dove il seme della chiamata germoglia e fiorisce nella consacrazione sacerdotale o religiosa: nella prima parrocchia eretta dai Saveriani, dopo la loro espulsione dal Burundi, sono già stati ordinati i primi sacerdoti.
Torno in Burundi non per il "mal d'Africa", ma per il "dolor d'Africa"! Vado a condividere con quei confratelli, che sono ormai troppo pochi, la sofferenza di quella Chiesa ricca di speranza e fortificata dal sangue di tanti martiri; una Chiesa che in questo momento è con Maria ai piedi della croce e prega e offre il suo Gesù a tutti perché in Lui si arrivi alla riconciliazione e ci si senta fratelli nell'unica famiglia dei figli di Dio.
Io vado come umile pellegrino giubilare! Pellegrino con Gesù, con Maria, con i compagni di viaggio e con voi, carissimi parenti, amici e lettori di "Missionari Saveriani": in questi anni ho avuto modo di incontrarvi tante volte e di constatare la vostra generosità a favore della Chiesa missionaria. Vi porto con me in questo pellegrinaggio che, dopo la tribolazione della missione, si chiude nell'abbraccio affettuoso del nostro Padre che è nei cieli.
Grazie per il vostro sostegno nella preghiera: Buon Giubileo e Buon Anno Santo!






