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Laici Saveriani

Il Laicato Saveriano è una famiglia di missionari laici che partecipa al carisma, alla spiritualità e al servizio missionario della grande famiglia dei Missionari Saveriani.

ELEMENTI COSTITUTIVI

LAICI: Cristiani radicati in Gesù Cristo che hanno nel battesimo il fondamento della propria consacrazione. Partecipano al carisma saveriano, privilegiando l’essere prima del fare, come impegno cristiano nelle cose del mondo, nella famiglia, nella professione, nel servizio pastorale, nell’impegno per la pace, la giustizia e nei luoghi della marginalità sociale.

CON i SAVERIANI: La spiritualità del beato Conforti si può riassumere nell’icona del Cristo Crocifisso e nelle indicazioni fondamentali: «Spirito di viva fede che ci faccia veder Dio, cercare Dio, amare Dio in tutto» e «La Carità di Cristo ci spinge» a «Fare del Mondo una sola Famiglia». Caratteristica del carisma saveriano è la missionarietà vissuta come itineranza evangelica ed effettiva partenza.

NELLA CHIESA LOCALE: I singoli e i gruppi partecipano attivamente alla vita delle Chiese e delle comunità locali, che hanno un ruolo fondamentale nell’invio e nello scambio con le Chiese di destinazione.


dove siamo: 

  • Sede principale: Paolo e Giovanna, Tel.: 0521.229560 – c/o Fraternità, via Mentana 98 / 43100 Parma.
  • Italia Centro: (Alessandro e Alessandra, Tel.: 071.7107641; 071.895368) c/o Missionari Saveriani, Via Del Castellano 40 / 60129 Ancona.
  • Italia Sud: (Mirella – Marta, Tel.: 089.792051) c/o Missionari Saveriani, Via Fra Acquaviva 4, / 84135 Salerno.
  • Sardegna: (Grazia, Tel.: 0785.70120) - c/o Missionari Saveriani Via Toscana, 9 08015 Macomer (NU).

Visita il nostro Sito dei Laici Saveriani. - Siamo anche su Facebook.


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I nostri Laici in una breve intervista:

1. Quanti anni fa ha cominciato i gruppi del laicato saveriani?
La storia del laicato in Italia è cominciata agi inizi degli anni '90.

2. Come comincia la formazione del gruppo del laicato saveriano?
La Provincia italiana dei Padri saveriani rifletteva sulla presenza di molti giovani che per anni avevano partecipato ai gruppi nelle case saveriane e che ormai adulti volevano continuare a vivere la spiritualità di San Guido Conforti. Radunarono in un’esperienza estiva di vita comunitaria un gruppo di adulti che cominciò a riflettere sulla possibilità di dare vita al laicato.

3. Quali sono i requisiti per diventare un laico saveriano?
Per diventare laici è necessario far parte di un gruppo che fa un percorso di formazione e si attiva nel realizzare l’animazione missionaria con i padri della Casa locale. Ma ciò che conta è che si riconosco nel carisma di San Guido Conforti e lo vivano in maniera laicale, vivendo il suo battesimo nella vita quotidiana in Italia o andando in missione. Ciò che conta è avere la missione nel cuore anche se alcuni riescono a partire e altri no.

4. C´e un segno che accompagni diventare un laico saveriano?
Sì. Durante la convivenza estiva (un’esperienza alla quale partecipano tutti laici e che dura una settimana) chi ha vissuto con impegno l’anno pastorale che si sta concludendo firma il proprio impegno in un libro di adesione al laicato e se vuole può esprimere pubblicamente le motivazioni della sua scelta

5. Che cosa fanno nel presente i laici saveriani?

Affiancano i padri nell’animazione missionaria nelle parrocchie, nei gruppi presenti nelle case saveriane e in altre manifestazioni missionarie sul territorio. Hanno aperto progetti di missione con la presenza di laici nella Repubblica Democratica del Congo, in Brasile e prossimamente in Bangladesh. Dal 2004 una coppia di laici saveriani vive, insieme ad altre persone fra cui una giovane donna mussulmana, in una piccola comunità a Parma, definita “Fraternità missionaria,” In Fraternità si vive in modo semplice: la preghiera, il lavoro, uno stile di vita semplice, l’accoglienza di persone in difficoltà, caratterizzano questo luogo che vuole essere soprattutto un piccolo segno in cui la dimensione della vita comunitaria e la condivisione con chi fa fatica a vivere, sono gli elementi fondamentali per cercare di vivere lo stile di famiglia in Cristo.

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6. C’ é un legame tra i diversi gruppi nella Italia?
Sì perché ci si incontra due volte all’anno in convivenze (una estiva e l’altra invernale), c’è un piccolo giornale interno intitolato Agenda dove ogni gruppo si racconta ed inviato on line anche agli amici del laicato. Ci piacerebbe inviarlo anche ai gruppi di laici che vivono fuori dall’Italia.

7. C´e qualche attività che realizzano insieme, convegni, assemblee?
Sì. Oltre le convivenze , il laicato è organizzato come una ONLUS per consentire di organizzare progetti in missione e iniziative in Italia. Ci riuniamo in assemblea per decidere sulle linee generali poi si demanda al Consiglio, formato da sei laici dei quali uno funge da presidente, di organizzare il lavoro e riflettere sugli impegni presi. I consiglieri provengono dai diversi gruppi presenti in Italia e viene eletto ogni tre anni in Assemblea.

8. Avete dei laici che lavorano fuori dall’ Italia ?
Abbiamo avuto laici presenti in missione. Attualmente una coppia si sta preparando per vivere un anno in Bangladesh.

9. Quali sono le difficoltà che avete sperimentato nel passato?
Il cammino iniziale non è stato facile, abbiamo dovuto capire come incarnare il messaggio del Conforti in maniera laica, come relazionarci con i padri per crescere nella corresponsabilità delle azioni e degli intenti. Al principio è stato pure faticoso intendersi ed accogliersi tra i gruppi, che vivendo a distanza avevano abitudini e mentalità diverse. La conoscenza e la preghiera ci ha permesso di superare molti ostacoli.


LA MISSIONE "AD GENTES":

L’annuncio del Vangelo compete a tutti i cristiani. Non è per sua natura legato nè agli ordini e neppure alla consacrazione religiosa. “Non si può pensare che l’ambito dell’apostolato sia la Chiesa per i chierici e il mondo per i laici; ma gli uni e gli altri operano, a diverso titolo e in modo proprio, sia nella chiesa che nella società, tanto nell’ordine spirituale quanto in quello temporale”. La «missio ad gentes» non è soltanto il punto più alto e conclusivo dell’impegno missionario, ma anche il paradigma più stimolante e illuminante della nostra “itineranza evangelica” di laici saveriani.

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