Atomica su Nagasaki: Erano le 11.02, 9 agosto 1945...
Pubblichiamo una parte della bella testimonianza di Akira Fukahori, presentata a Gravellona Toce nella veglia di preghiera per la pace della diocesi di Novara.
Anche il 9 agosto 1945 sono andato a lavorare nella fabbrica della Mitsubishi che costruiva siluri e mine per i sottomarini. Avevo quindici anni. Per sostituire i lavoratori chiamati al fronte come soldati, ci avevano fatto interrompere gli studi e obbligati a lavorare alle macchine, in aiuto ai pochi operai rimasti.
L'incontro con la madre
Quella mattina avevo portato alla sede centrale dei pompieri la notizia di un possibile attacco aereo dell'esercito americano. Alle 11.02, appena percepito il frastuono di un aereo sopra di noi, fui investito da un'immensa colonna di luce che sembrava sprigionare lampi in tutte le direzioni, e venni violentemente sbattuto sul pavimento. Ripresa coscienza e aperti gli occhi, sopra di me erano ammassati i corpi di due o tre giovani trafitti da una miriade di schegge di vetro. Quasi per miracolo, rimasi solo leggermente ferito.
Fuori c'era una visione infernale, con strade percorse da mostri e fantasmi orribili. Pensai di tornare a casa mia, che però era stata distrutta. Da quando ho salutato mia mamma la mattina del 9 agosto non ho saputo più nulla di lei. Senza casa, rimasi presso i pompieri che mi accolsero come orfano di guerra.
Diversi giorni dopo, durante il servizio di distribuzione del cibo, ho visto mia mamma che guardava fuori da un rifugio antiaereo semidistrutto. Vi lascio immaginare la commozione e le lacrime che hanno scolpito nella mia memoria il calore dell'abbraccio di mamma miracolosamente ritrovata!
Il dolore segreto
Dopo l'atomica, l'opinione comune riteneva che gli effetti delle radiazioni subite avrebbero causato gravi malattie ereditarie. Non furono rari i casi di tragedie familiari causate dal fatto che uno dei coniugi aveva nascosto all'altra parte il fatto di essere stato esposto alle radiazioni.
Nel museo dell'atomica aperto al pubblico nel 1955 (oltre 10 milioni di persone lo hanno già visitato), attira l'attenzione di tutti una gigantesca fotografia di un bambino con in mano una polpetta di riso, in piedi accanto a sua mamma. Questa donna è deceduta per tumore causato dall'atomica, ma quel bambino è oggi un adulto in buona salute.
Ora ha 67 anni compiuti; ma ancora non ha fatto conoscere a nessuno la sua storia e il suo nome. Ogni domenica lo incontro alla Messa. Quando ogni anno si avvicina la data del 9 agosto, provo a proporgli di sciogliere il suo segreto. Ma lui lascia appena percepire la bufera di dolore che porta nel cuore, e scompare triste nel silenzio...






