"Va avanti per la sua strada", P. Pier Agostinis e l’incidente aereo
Si sa che i missionari quando si trovano nel campo di lavoro e devono spostarsi da una parte all'altra sono sempre a rischio. Questo può succedere quando si va in jeep, in corriera, in moto o anche via fiume o sul mare. Ma eravamo ben lontani dal pensare che due nostri giovani confratelli potessero trovarsi coinvolti in un grave incidente aereo e si salvassero per miracolo! Sono il friulano p. Pierfrancesco Agostinis e il toscano p. Petro Rinaldi.
Da Goma, dove avevano partecipato a una settimana di spiritualità missionaria insieme ad altri giovani confratelli, stavano per iniziare il loro viaggio di ritorno a Kinshasa, la capitale del Congo, dove i due lavorano. Improvviso e inaspettato lo schianto, il fumo, il fuoco...
Mamma Nives, che vive a Luincis, piccola frazione di Ovaro, ha vissuto momenti terribili fino a quando non ha potuto sentire la voce del figlio padre Pier che la rassicurava.
Ecco le sue considerazioni che ci ha fatto per telefono.
Ho ringraziato il Signore
"Prima di tutto ho tirato un grande sospiro di sollievo quando ho saputo che mio figlio non aveva avuto serie conseguenze: praticamente non si era fatto niente. Subito dopo però ho ringraziato il Signore che le cose erano andate in questa maniera.
Certo, penso alla paura che ha passato, ai momenti che ha vissuto. Sapevo che doveva mettersi in viaggio e quando al telefono mi sono sentita chiamare dal ministero degli Esteri, ho preso subito una gran paura. Ma poi mi hanno assicurato immediatamente che Pierfrancesco stava bene.
Certo, non potevo darmi pace: volevo sentire la sua voce e avevo anche una gran voglia di vederlo. Per questo ho tenuto d'occhio tutti i telegiornali per vedere se lui appariva. Solo dopo alcuni giorni ho potuto leggere un reportage sul settimanale "Oggi", che ha pubblicato anche una sua foto assieme a quella dell'amico missionario p. Pietro Rinaldi.
Lui dice che ormai "tutto è passato". A dire la verità, padre Pier in missione ha vissuto tanti altri pericoli e problemi, ma è sempre riuscito ad uscirne fuori.
Ora so che è arrivato bene a Kinshasa con un aereo dell'Onu, dopo aver raggiunto Bukavu con un battello. Mio figlio Pier è sereno e continua a sottolineare che "è una cosa ormai passata". Del resto, lui ha sempre avuto una grande forza, un coraggio non comune. Per questo motivo non mi resta che ringraziare il Signore. Lui va avanti contento per la sua strada. E quindi anche noi dobbiamo rimanere sereni e continuare a pregare per lui".








