Non basta dire, ''basta!''…
Dopo la testimonianza di Akira Fukahori, il vescovo di Novara mons. Corti ha scritto una riflessione. Ecco una sintesi.
Mentre ascoltavo Akira Fukahori, pensavo che solo quando ci sentiamo feriti nel cuore dalle sofferenze dell'uomo, siamo finalmente in grado di fare delle scelte che tengano conto di tale realtà. Una domanda inquietante, in particolare, mi pone il fatto che l'atomica sia venuta dall'occidente, da un mondo che ha alle spalle duemila anni di civiltà cristiana: come non rilevare una grave contraddizione con il vangelo?
Mi colpisce quanto ha scritto Paolo VI nel 1971: "Alla fine della guerra tutti avevano detto "basta!". Il mondo respirò. Ma dopo venticinque anni vediamo che le guerre, qua e là, infieriscono ancora e sembrano piaghe inguaribili". E nel 1973: "L'uomo è fatto per combattere l'uomo. La corsa agli armamenti è un'esigenza primaria della politica. È poi una legge dell'economia internazionale: prima la spada, poi l'aratro".
Akira ci ha ricordato un santo della bomba atomica: il giovane medico giapponese Paolo Nagai, colpito dalle radiazioni mentre era al lavoro nell'ospedale di Nagasaki. Quando tornò a casa, trovò sua moglie totalmente consumata dalla fiamma atomica. Unico segno della presenza della sposa fu la sua corona del rosario. Dopo essersi dedicato a tempo pieno alla cura dei malati colpiti dal fuoco e dalle radiazioni, venne egli stesso ridotto all'immobilità totale e si mise a studiare gli effetti delle radiazioni atomiche.
Lasciò uno splendido testamento, suggerito dal vangelo: "Ama ogni uomo."








