ABITARE LA TERRA / QUALE VIA PER LA FRATERNITÀ UNIVERSALE?
Recensione del libro di Leonardo Boff
Abitare la Terra / Quale via per la fraternità universale?
(Castelvecchi 2021)
La pandemia, la crisi climatica, il pericoloso affacciarsi dello scarseggiare delle risorse ci pongono ogni giorno in modo più urgente, ma purtroppo ancora con insufficiente preoccupazione, la questione del rapporto tra noi umani, le nostre attività e la natura.
Sul tema interviene ancora il noto teologo della liberazione, Leonardo Boff, che da tempo dedica le sue riflessioni al come prendersi cura della “casa comune”. Il testo prende le mosse dall’enciclica Laudato si’ e delinea una possibile “fratellanza universale” guardando agli stili di vita di Francesco d’Assisi e di Charles de Foucauld, da poco (15 maggio 2022) iscritto nel libro dei santi della Chiesa cattolica.
Con un agile volumetto di poco più di 50 pagine, Abitare la terra. Quale via per una fraternità universale? (Castelvecchi, Roma 2021), come dichiara nell’Introduzione, il teologo brasiliano cerca di “affrontare le reali possibilità di realizzazione della fraternità universale, proposta da Francesco d’Assisi e da Francesco di Roma, ed evidenziare sia gli ostacoli che la renderebbero impossibile nella nostra cultura attuale, sia i cambiamenti necessari per la sua urgente implementazione” (p. 21). Per realizzare ciò, ammonisce Boff, “non basta sognare un altro mondo possibile, è necessario crearne uno nuovo”.
Pierluigi Mele, giornalista di Rainews e autore per molti anni (fino a quando non è stato chiuso imprevedibilmente per la recente ristrutturazione della rete) dell’interessante e seguito blog “Confini”, nella prefazione richiama giustamente l’attenzione sull’azione politica: “La politica è la grande arte per la costruzione della Casa Comune, a patto che la si ripensi nella logica della Fraternità Umana”. E citando l’enciclica di papa Francesco osserva che “la globalizzazione ci ha resi più vicini ma non più fratelli”, essa “crea solo soci ma non fratelli”. Emblematica su questo piano è stata l’azione del sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, ma anche oggi, osserva Mele, possiamo contare sulla passione etica e politica dei molti giovani che hanno partecipato all’evento “The Economy of Francesco” del quale cita i 12 orientamenti del documento finale che dovrebbero guidare l’inversione di marcia dell’attuale modo di abitare la terra.
Boff, riprendendo il commento che Francesco fa, nella Fratelli tutti, alla parabola del Buon Samaritano, ripropone alla politica economica e ad ognuno di noi l’affondo “con chi ti identifichi?”: “Ci identifichiamo forse nell’uomo ferito lungo la strada, nel sacerdote, nel levita o nel forestiero, il samaritano disprezzato dagli ebrei? Il buon samaritano diventa così il modello dell’amore sociale e politico e della solidarietà illimitata” (pp.38-39).
Cinquanta pagine da mettere nel nostro zaino per la sopravvivenza e aiutarci a tenere sempre lo sguardo e le nostre azioni vigili e orientati al bene comune della biosfera che ci è stata consegnata non per “soggiogarla e dominarla”, come recita il libro della Genesi, ma per “custodirla” come vuole la logica del Vangelo.







