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Uno Spigolo per la Mistica: L’Amore Preveniente

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Le ultime due parole dello "Spigolo" di due mesi fa erano: "Cristo rubacuori". È il termine giusto perché nessun uomo al mondo è stato amato quanto Cristo, perfino da coloro che, nella nostra estimazione, passano per cattivi; perfino essi hanno simpatia per quest'uomo che, leggendo i Vangeli, ci risulta il più buono, il più mite, il più mansueto, il più misericordioso. Uno di questi ha detto per l'appunto: "Posto che tutto ciò che Cristo ha detto e fatto siano davvero  favole e invenzioni, io voterei ancora per Cristo!".

Alcune scene evangeliche sono davvero commoventi: seguiamo Gesù con "affettuosa fantasia" nei suoi gesti, nei suoi spostamenti, nelle sue parole. Per esempio vediamolo stanco e sudato, sul mezzogiorno, che "tutto dolce e piacevole", come lo vede l'innamorato Liguori, si butta a sedere sull'orlo del pozzo, a Sidar; contempliamolo tutto solo, sotto il sole a picco.

Arriva una donna samaritana, con la brocca, ad attingere. Gesù giudeo, lei samaritana: giudei e samaritani si odiano. La samaritana si chiude, sta sulle sue, s'impietrisce: "Io non gli rivolgo verbo!". Gesù con un gesto incredibilmente tenero, abbatte il muro di chiusura, rompe il silenzio, prende l'iniziativa. Non solo, ma le chiede un favore, si fa bisognoso, si fa inferiore a lei: "Avrei sete, mi daresti un po' di acqua?".

Qui le viscere materne di Gesù compiono una "toccata" educativa di altissima qualità, di squisitissima sensibilità! Non risponde alla chiusura con la chiusura: l'amore non aspetta, l'amore prende l'iniziativa, l'amore previene, l'amore è sempre in movimento come la polla d'acqua. Leggiamo, con affettuosa fantasia gli episodi evangelici: Gesù si mostra sempre tenerissimo di cuore, facile alla commozione. Il giorno sta per finire, il sole è già sotto e le cinquemila persone sono ancora li, né se ne vanno: il cuore di Gesù si intenerisce: tutte quelle folle gli fanno compassione, perché sono come pecore senza pastore.

Il termine greco usato dall'Evangelista dice proprio commozione, ma delle viscere "materne": si commuove, ma come si commuoverebbe "una madre". Tu penserai che non sono episodi rigidamente "storici": che non saranno state "davvero" cinquemila persone! Bene, anch'io penso così! Bene! Sarebbe meglio se non fosse davvero così!

Perché, a ben riflettere, capiamo chiaramente che il mondo tutto quanto avrebbe bisogno estremo di buttarsi ai piedi di Gesù con tutte le sue tribolazioni e guai, con tutte le sue malattie nell'anima e nel corpo, con tutti i suoi affanni e disperazioni: non solo cinquemila, ma miliardi di miliardi di persone bisognose e tribulate, stanche e disperate hanno bisogno estremo di buttargli addosso affinché, almeno la frangia dei suoi vestiti le sfiori, perché, dice appunto il Vangelo, che tutto il mondo cercava di "toccarlo" perché da Lui usciva una virtù che miracolava tutti!

Avviciniamo gli episodi evangelici con affettuosa fantasia, con fede-amore, insieme con quelle folle, che non sono "morte ma vive e sacramentali" come ancora "vivi e sacramentali" sono gli episodi evangelici: siamo devoti dell'umanità di Gesù, carne ancora vivificatrice e verbalizzante, miracolosa e cristificante. Se si volesse scrivere tutto ciò che Gesù era capace di dire e di fare, i mondi tutti quanti non basterebbero a contenere i libri che si dovrebbero scrivere. È vero: nessuno al mondo è-mai-stato-e-sarà un rubacuori come Gesù.



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