Un ladrone va in Paradiso
Da una cronaca congolese
Tra il tanto male e le tragedie provocate dalla guerra fratricida che da tanto sconvolge la pacifica popolazione del Congo, episodi come quello che sto per narrare ci ricordano che Dio è ancora presente tra noi. Questo è il racconto fatto da un mwongozi (capo comunità cristiana) riguardante un giovane soldato di nome Papy. Nel tempo immediatamente seguito alla conquista del potere da parte di Kabila si esercitava una giustizia sommaria ed i crimini erano immediatamente e duramente puniti.
Ma alle soglie della morte Papy incontra la vita. Era dicembre. Il capo di una comunità cristiana era andato il mattino presto con quattro chierichetti sulle montagne di Kalunga per incontrare i genitori dei bambini che dovevano essere battezzati. Avrebbero dovuto partire prima, ma il mwongozi dovette aspettare perché una persona voleva parlargli. Questo ritardo fu provvidenziale. Stava ancora aspettando quando vide arrivare due camion di soldati che si arrestarono davanti a lui e gli chiesero del capo del villaggio che era assente. Allora i soldati stessi radunarono la popolazione perché ascoltasse il loro comandante. Tutti radunati e in silenzio, il comandante cominciò: "Domenica scorsa un soldato ha ucciso un civile".
Sentendo ciò la gente incominciò a rabbrividire. Era successo che il sabato precedente i militari, dopo aver ricevuto la paga, avevano bevuto parecchio. Tra essi c'era il diciottenne di nome Papy. Dovendo essere di guardia a 10 km di distanza, essendo già buio, fermò un giovane che passava in bicicletta per farsi portare. Ma quello rifiutò, stringendo la bicicletta, Papy gli sparò. Il proiettile ferì al braccio quel giovane e al torace un altro che passava per caso. Il ferito grave fu ricoverato al dispensario delle suore di Luvungi e poi trasportato all'ospedale di Uvira dove morì due giorni dopo, lasciando moglie e un figlio.
Il comandante spiegò che il soldato, secondo ordini superiori, sarebbe stato giustiziato per essere di esempio ai soldati dal grilletto facile. Il mwongozi riflettè e si consigliò con un amico: voleva parlare con il condannato. Insieme pregarono lo Spirito Santo e la Vergine. Disse a un soldato che voleva parlare col comandante. Il soldato lo presentò al comandante che gli accordò di avvicinare il condannato. Il mwongozi chiese ad un catechista ch'era sul posto di portare un catino d'acqua.
Frattanto era arrivata una macchina di soldati: tra di essi il condannato bendato con le mani dietro la schiena. Papy fu legato ad un albero. Davanti a lui dieci soldati. A distanza la gente guardava in silenzio. Il mwongozi, ad un cenno del comandante, si avvicinò a Papy e dolcemente gli mise una mano sulla spalla salutandolo: "Jambo". "Jambo sana" rispose il ragazzo, facendo trapelare un senso di gioiosa sorpresa.
Il mwongozi si presentò: "Sono il responsabile della comunità cattolica, vorrei parlarti di Gesù. Vuoi?". - Sì - rispose. Il dialogo proseguì: "Sai perché sei qui?". "Mi uccidono perché ho ucciso". "Riconosci che hai fatto del male?". "Sì, ho fatto molto male, ho versato del sangue innocente". "Sai che facendo ciò hai offeso Dio?". "Sì, ho offeso Dio, gli ho chiesto perdono. So che il Signore è misericordia. Prega per me e chiedigli anche tu che mi perdoni. Dì a tutti i cristiani che mi perdonino. Và a dire alla famiglia del giovane che mi perdoni".
"Sei cristiano?". "Non sono battezzato. Ho seguito le istruzioni e stavo per essere battezzato". Il mwongozi gli elencò le verità del Credo e il ragazzo ad ognuna rispondeva: "Sì, credo". Gli chiese se era pentito del suo peccato ed egli riaffermò il suo pentimento e la sua fiducia nella misericordia di Dio. E il mwongozi continuò: "Quando Gesù fu crocifisso tra due peccatori, uno di loro riconobbe il suo peccato e gli chiese perdono. E Gesù gli promise: oggi sarai con me in paradiso. Anche tu chiedi perdono a Gesù e affidati a Lui. Chiedi l'aiuto di sua Madre che era là vicino alla croce. Noi pure preghiamo per te. E quando sarai in cielo ricordati di pregare per noi. Ora ti chiedo: vuoi essere battezzato?".
"Sì, lo desidero tanto". Allora il mwongozi chiese al catechista di portare l'acqua. Questi accorse e il mwongozi, commosso ma calmo lo battezzò: "Barnaba, ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen". E il condannato: "Aksanti sana!" (grazie tante).
Si accommiatarono con gioia scambiandosi di nuovo richieste e promesse di preghiere, poi i due si ritirarono rapidamente. Subito dopo il comandante ordinò il fuoco: una scarica assordante: Barnaba si accasciò contro l'albero. I soldati coprirono il cadavere e lo portarono nella fossa che lui stesso si era dovuta scavare.
La gente tornò nelle proprie case, alcuni commentarono con soddisfazione l'accaduto, altri con rammarico. Tra questi ultimi i cristiani, che tuttavia ringraziarono il Dio di misericordia che aveva dato a Papy la possibilità di ravvedersi e di ricevere il battesimo. Riconobbero che si erano di nuovo realizzate le parole di Gesù: "Oggi sarai con me in Paradiso".








