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Una rinnovata qualità di presenza sul territorio

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I missionari Saveriani di Zelarino si propongono di far crescere il senso della missione nelle realtà ecclesiali a loro vicine

Il 4 dicembre abbiamo celebrato con alcuni sacerdoti delle diocesi a noi vicine la Giornata Missionaria Sacerdotale. In quell'occasione p. Giuseppe Arrigoni ha messo a punto alcune idee che esprimono bene il nostro cammino.

Molti in diocesi di Venezia, parlando dei Saveriani, sono rimasti con la memoria di villa Visinoni ai bei tempi, quando questa Casa pullulava di giovani reclute per le missioni. Ebbene, i tempi sono cambiati. Nel 1990 abbiamo chiuso questo seminario perché la situazione si era resa insostenibile. Si ventilò anche l'idea di chiudere definitivamente questa presenza Saveriana in diocesi di Venezia. Ma intervennero vari fattori che fecero pendere l'ago della bilancia verso un ridimensionamento delle strutture ed una riqualifica della nostra presenza.

Il Patriarca stesso espresse chiaramente il desiderio che restassimo, perché eravamo l'unico Istituto esclusivamente missionario presente in diocesi. Inoltre per centinaia di missionari oggi sparsi in tutto il mondo, Zelarino è importante perché qui hanno trascorso vari anni della loro formazione; da non dimenticare che tra loro vari sono martiri. Molti amici e benefattori, nel frattempo, hanno fatto sentire la loro voce: come abbandonare coloro che con noi hanno condiviso per tanti anni la passione per la missione? E così siamo ancora qui a continuare la santa avventura, nella Chiesa di Venezia.

Con gioia condividiamo con la diocesi gli stessi spazi di un tempo. Questa coabitazione ci fa ben sperare in una stagione ricca di comunione e di frutti.

Perché alcuni di noi sono in Italia

Ci sentiamo missionari non solo quando si parte, ma anche quando si torna per raccontare le meraviglie operate da Dio nelle giovani Chiese e così, con gli altri Istituti missionari, animare le Chiese da dove siamo partiti e creare in loro la conoscenza missionaria. A noi i vescovi italiani hanno chiesto di "aprire il libro delle missioni ed essere pungolo efficace" e, al tempo stesso, di essere fedeli all'animazione missionaria ad gentes e ad vitam, come segno, strumento e memoria della missione della Chiesa. La nostra presenza deve dire a tutti che si è missionari quando si vive e si soffre per la missione, perché Cristo sia fatto conoscere a tutti, spendendo ogni energia e approfittando di ogni circostanza, per comunicare la propria passione missionaria.

La missione ha un nuovo volto

Come missionari stiamo attraversando un periodo difficile, tanto che nelle nostre Chiese d'origine come nelle Chiese di missione. È in atto, una trasformazione del concetto di missione e dello stesso modo di attuarla. Si è passati dalle missioni alla missione. A livello di Chiesa locale si sta passando dai missionari, corpo specializzato, alla Chiesa missionaria.

Oggi la missione ad gentes è una caratteristica della Chiesa locale, più che l'esclusiva di Istituti missionari. La Chiesa locale sta sempre più prendendo coscienza del suo insostituibile ruolo di soggetto della missione. È ciò che noi missionari abbiamo sempre predicato e sostenuto; ma ora che le cose si stanno avverando, ci sentiamo un po' spiazzati; è un momento di crescita e quindi di nuovi equilibri.

Ci proponiamo ora di essere strumenti dello Spirito Santo perché cresca il senso della missione all'interno della realtà ecclesiale, della società e nel cuore delle persone, affinché ancora maturi l'adesione di singoli e di gruppi all'attività di annuncio del Vangelo ad gentes, ad extra e ad vitam, e così la nostra missione continui.

La nostra disponibilità

Dobbiamo tutta la nostra collaborazione ai sacerdoti per ritiri spirituali, momenti di preghiera e di riflessione ai loro gruppi e parrocchie. I padri della Comunità di Zelarino si mettono a disposizione e mettono a disposizione la Casa e le sue strutture per tutti coloro che desiderano fare un cammino di spiritualità missionaria.



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