Quattro nomi sulla croce: "Cari giovani, grazie e avanti sempre!"
Sante Gatto, Rocco Viviano, Emanuele Mancini ed io siamo stati ordinati sacerdoti nel duomo di Parma da mons. Italo Castellani, il 17 settembre del 2000. Rocco è stato destinato alle Filippine, Sante al Brasile, Emanuele ad Ancona, io a Desio, per l'animazione missionaria e vocazionale in Italia. La nostra prima destinazione ci ha divisi, ma il legame tra noi è rimasto sempre forte. Per la professione perpetua abbiamo voluto incidere sulla croce i nostri nomi, come segno di unità, riprendendo l'idea da san Francesco Saverio che portava sempre appese al collo le firme dei suoi primi "compagni".
Passaggio del testimone
Desio è stata la prima "strada" nella quale il Signore mi ha posto; il luogo in cui il Signore mi è venuto incontro attraverso le mille persone e i tanti giovani che mi ha messo accanto; le numerose esperienze che mi ha concesso di vivere. Un primo insegnamento che porto con me in Brasile è quello di lasciarmi prendere da ciò che di bello esiste in un territorio, dando il proprio contributo. Il Signore è generoso e mi donerà il centuplo!
Un giovane mi ha detto: "Abbiamo ricevuto molto dai saveriani; abbiamo conosciuto mondi che prima ignoravamo e che forse non avremmo mai conosciuto. Non possiamo permettere che altri giovani non facciano simili esperienze solo perché un animatore va via. Vogliamo fare la nostra parte, senza tirarci indietro". Quali parole migliori potrebbe sentire un animatore di giovani? Che un "figlio" cresca tanto da diventare a sua volta "padre" o fratello maggiore per altri che si mettono in cammino!
Il Signore è sempre fedele
Un altro dono che mi porto in Brasile è la fiducia nelle persone, senza paura di dare loro responsabilità. È il Signore che dona la vocazione al matrimonio o alla vita consacrata. Ma a tutti, con il battesimo, egli dà la vocazione missionaria.
Sono molto contento di partire, come sono contento di aver vissuto 7 anni in Italia come animatore missionario. Se tornassi indietro rifarei lo stesso percorso. Parto ringraziando il Signore dei tanti doni che mi ha dato in questi anni; parto con la certezza di incontrarlo in Brasile e di ricevere in Lui lo stesso centuplo che ho già sperimentato qui: il Signore è fedele, non delude!
San Paolo dice: "Siete voi la nostra gloria e la nostra gioia". E io ripeto questa verità ai giovani: se ci sarete ancora, anche dopo la mia partenza, significherà che la mia presenza sarà servita, almeno un po', ad avvicinarvi a Cristo missionario. È una convinzione che in questi anni abbiamo scoperto, vissuto e gustato, lavorando assieme. Per cui, carissimi, avanti sempre! Il meglio deve ancora venire.
Buona missione a tutti e... grazie di cuore.








