Un ponte tra Pej di Zerba e Brasile
È opinione abbastanza comune che dai piccoli centri (come Nazaret) non possa venire nulla di significativo. Ma sappiamo come sono andate le cose. Pej (PC) è una piccola Nazaret. Certo, non vi è nato Gesù, ma vi è nato, nel suo nome, un progetto d’amore.
Pej, dunque, borgo arroccato sulle pendici del m. Chiappo, si affaccia, dall’alto dei suoi 1200 metri, sulla val Boreca. Partendo proprio da lì, da quella piccola Nazaret, è stato costruito un solido ponte di solidarietà che, travalicando monti e oceani, arriva fino in Brasile.
I protagonisti di questo progetto sono Lucia Marcheselli e il parroco di Pej-Zerba d. Enzo Manici, fondatori dell’associazione “Agape”. La visione di una realtà di degrado e abbandono in cui vivevano i bambini, nei centri da loro visitati, non poteva lasciare indifferenti.
Per questo, una volta tornati a casa hanno pensato di fondare un’associazione che da oltre 10 anni è diventata sempre più il vincolo di solidarietà e collaborazione tra l’Italia e la città di Buerarema, nello Stato di Bahia, in Brasile.
La casa dei bambini Padre Josè Carlos
Già da qualche anno è iniziata la costruzione di un centro di accoglienza chiamata “Casa da Crianças (casa dei bambini) P. Josè Carlos”. Qui, si accolgono i bambini più bisognosi, individuati da un gruppo di persone che conoscono le situazioni socio-familiari. La struttura della casa è in fase di ultimazione; mancano le ultime rifiniture del quarto blocco con il dormitorio, l’aula di informatica, la sala di accoglienza e dei giochi.
D. Enzo e Lucia sono appena tornati dal Brasile con tanto entusiasmo nel cuore. Hanno potuto vedere lo sviluppo della struttura, l’organizzazione interna, le attività portate avanti da persone ben preparate, che si ritagliano tempo e spazio per un impegno di volontariato.
È una gioia gratificante vedere tutta questa vitalità e creatività, soprattutto constatare che gli sforzi di associati, benefattori e collaboratori, non sono vani, e che i bambini recuperano infanzia, sogni e futuro, proprio grazie alla “casa da Criança”.
Un luogo aperto a tutti
La casa è aperta a tutti, senza distinzione religiosa. La fondazione appartiene all’ispirazione dell’intraprendente parroco p. Josè Carlos, morto tragicamente a 44 anni. Lo scopo primario è la formazione integrale della persona nella prospettiva religiosa cattolica. Le attività svolte alla “Casa da Criança” sono varie:
al fondamentale sostegno alimentare bisogna aggiungere corsi di alfabetizzazione, aiuto scolastico e sanitario, attività psico-pedagogiche.
Di particolare impatto formativo sul piano professionale risultano i corsi di cucina, cucito, musica e informatica. Non poteva mancare l’aula di capoeira (in origine lotta difensiva, diventata oggi una danza spettacolare). Recentemente è stato acquistato un terreno adiacente alla casa per dare la possibilità di giochi all’aperto.
Voi stessi, date loro da mangiare
Papa Francesco ci dice che tutti dobbiamo collaborare per risolvere le cause strutturali della povertà e per promuovere lo sviluppo dei poveri e dei bambini in particolare. L’associazione Agape ci offre l’opportunità di farlo attraverso un gesto di solidarietà: “Voi stessi, date loro da mangiare”.
In questo senso, l’associazione è impegnata al buon funzionamento della “Casa da Criança”, considerata una vera e propria perla per tutta la città, unica realtà esistente sul piano sociale e assistenziale.
Per questo fine, oltre alle adozioni a distanza, si organizzano varie iniziative. Ricordiamo la cena di solidarietà (quest’anno si tiene a Capanne di Cosola il 17 giugno, ore 20,30), la rappresentazione teatrale (Pej, 5 agosto, alle 21), offerte liberali, sottoscrizioni a premi…
- Per informazioni: www.associazioneagape.wordpress.com o Lucia Marcheselli (349 2852675).








