Testimoni dell’ascolto per il Sinodo
Nel numero di ottobre 2021, a pagina 2, p. Gianni Brentegani spiegava bene le tappe del Sinodo dei vescovi “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”. Dopo l’apertura in Vaticano del 9 e 10 ottobre 2021, ora ci troviamo nella prima fase che si chiuderà tra un mese circa. È il periodo dedicato alla consultazione del popolo di Dio, come richiesto da papa Francesco per un “cammino comune che permette a laici, pastori, uomini e donne, giovani e meno giovani, con il vescovo di Roma, di camminare insieme per un rinnovato impegno missionario di tutta la Chiesa universale”.
Anche le diocesi italiane, recependo questo invito, si stanno organizzando. Quella di Brescia, in cui vivo e lavoro, ha reclutato i cosiddetti testimoni dell’ascolto, ovvero persone deputate all’organizzazioni di tavoli sinodali attorno ai quali potersi riunire e ascoltare reciprocamente, seguendo uno schema ben preciso.
Mi hanno coinvolto per questo servizio, che parte dal territorio (parrocchia e vicaria) di riferimento. Spero presto di potervi raccontare come funzionano e quali sono gli esiti di questi tavoli che non prevedono solo partecipanti legati alla Chiesa, ma anche persone che per i più svariati motivi se ne sono allontanate e non trovano più ragioni per partecipare o essere coinvolte. La critica costruttiva e non ostile farà parte del cammino sinodale per come è stato pensato e impostato. L’ascolto dev’essere scevro di giudizi, in un clima di condivisione. Non sono occasioni per creare un dibattito o un talk show.
Il primo atto è stato quello di contattare le parrocchie a me vicine. La prima impressione è stata buona. C’è disponibilità, ma ho percepito anche un po’ di difficoltà per un impegno ulteriore che parroci e presbiteri si devono sobbarcare, considerato ancora il periodo delicato dal punto di vista pandemico e la difficoltà di reperire persone diciamo così qualificate.
Ecco le domande per i partecipanti al Tavolo. Quale esperienza bella, buona, accogliente di incontro con Dio hai fatto? Quali caratteristiche e persone l’hanno resa tale? Quali cambiamenti sono richiesti alla Chiesa per favorire l’incontro con Dio, quali sono gli ostacoli a questo incontro e le questioni ancora aperte? Quale pensiero vorremmo consegnare alla Chiesa? Sono interrogativi che fanno bene a tutti, anche alle comunità saveriane che frequentiamo.







