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Laicato saveriano: Due vite donate alla missione

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Da due anni Serafino e Francisco si sono uniti a noi saveriani nelle missioni del Mozambico, come laici missionari. All'inizio la gente era confusa, abituata a trattare con i soliti "padri" e "suore"... Era una novità che, gente come loro, venisse da lontano per annunciare il vangelo. Non sapevano come chiamarli...;

poi hanno deciso per l'appellativo di "fratello", e "fratelli" lo sono davvero per essersi inseriti pienamente nella loro vita.

Francisco Batista, brasiliano trentenne, viene da Belém (Amazzonia) con una bella esperienza di lavoro nelle comunità ecclesiali di base. Qui fa parte del gruppo "Giustizia e Pace" della diocesi di Beira e ha girato le varie missioni per sensibilizzare le comunità ai temi della dottrina sociale della chiesa, soprattutto riguardo alla "giustizia". Ha aiutato le comunità ad aprire gli occhi e a denunciare le ingiustizie che spesso sono causa della miseria e della fame in Africa. Attualmente insegna etica e morale nella nostra scuola secondaria a Chemba. È molto apprezzato dai giovani che lo stimano e ascoltano con interesse. Ovunque sparge allegria con forti abbracci "alla brasiliana". Una vera benedizione!

Serafino Piras è sardo di 65 anni. Vedovo con tre figli, proprietario di un'impresa di termosifoni con una trentina di operai a Rozzano (MI), ha lasciato la direzione dell'impresa ai figli ed è venuto a dedicare gli anni (e la pensione!) alle nostre missioni. Si è inserito a Inyangoma, una missione con 40 comunità, senza la presenza stabile dei "padri".

A Rozzano era il grande animatore dell'oratorio; a Inyangoma si dedica anima e corpo alla pastorale giovanile: organizza il campionato di calcio in tutte e comunità, insegna religione nelle scuole, costruisce chiese nei villaggi, dà agli studenti la possibilità di esercitarsi con il computer... Parla male il portoghese, ma tutti lo ascoltano con attenzione perché sanno che parla di Dio. Distribuisce sorrisi e "pacche sulle spalle" con abbondanza. Ha sempre frotte di bambini che gli corrono dietro e lo imitano in quel suo andare mezzo storto... Basta dire "Serafino", che tutte le porte si aprono! La gente gli vuole un sacco di bene.

Con il campionato di calcio Serafino ha cambiato la domenica di tante persone. Se passi per le comunità alla domenica pomeriggio, è come essere allo stadio San Siro di Milano: pieno di gente a fare il tifo per la squadra del cuore.

Francisco e Serafino: la loro presenza è una catechesi vivente. I cristiani hanno capito che non possono essere cristiani "seduti", ma missionari e annunciatori... proprio come i loro due "fratelli"!

  • PS. Francisco tornerà in Brasile il prossimo anno. Non ci sarebbe qualcuno che voglia sostituirlo?



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