Storia, tradizione, folclore: Venerazione dei santi, Sardegna
Un aspetto importante della religiosità popolare sarda è la venerazione dei santi, che si unisce alla tradizione folcloristica e storica della Sardegna. Chi viene dal continente scopre che nell'isola il nome dei santi e il calendario delle feste sono diversi.
La devozione ai "miles Christi"
In Sardegna i cosiddetti "miles Christi" sono molto diffusi. Sono i santi martiri delle persecuzioni romane fino a Costantino (313 d.C.): Efisio, Lussorio e Gavino... Ci rivelano che l'isola era una provincia romana con distaccamenti militari e i soldati cristiani hanno avuto il problema della scelta tra la fedeltà a Cristo e il giuramento all'imperatore.
In Sardegna sono molto venerati anche i santi della tradizione bizantina, come Cosma e Damiano, Pantaleo, Elena, Antonio abate, la Madonna d'Itria. La dominazione spagnola ha lasciato il ricordo di Isidoro di Siviglia, patrono degli agricoltori, e il francescano Salvatore da Horta.
La comunione dei santi
Il culto si è diffuso quando i cristiani sopravvissuti alle persecuzioni ripensavano ai martiri con riconoscenza, fierezza e devozione, venerandoli in diversi modi: la cura delle tombe dei martiri, sulle quali a volte sono state edificate chiese e basiliche; la festa del martire nell'anniversario della morte, accompagnata spesso dalla "sagra" paesana; la costruzione di chiese parrocchiali in loro onore per continuare la vita cristiana sul loro esempio di fede.
A Orosei, è bello vedere, nell'abside delle cappelle laterali della chiesa di San Giacomo, nicchie di una settantina di statue di santi di tutti i tempi. Ci ricordano la comunione dei santi: tra il sublime del cielo e questa valle di lacrime abbiamo santi del paradiso che vegliano con attenzione sui nostri passi terreni.
La pratica delle novene
Nei paesi esiste spesso una chiesa campestre, dove è condotta in processione la statua del santo protettore della comunità. La festa è preceduta dalla novena di preghiera, accompagnata dai "gosos", per prepararsi spiritualmente, chiedere grazie per i dolori umani e favorire la conversione personale.
A volte la novena si svolge nella chiesa del novenare, costruita sul modello dei centri monastici rurali di origine bizantina. Sono luoghi dove la gente si raduna a venerare il santo, dimorando in cumbessias e muristenes. Qui i pellegrini curano lo spirito con la meditazione e la preghiera, accompagnando con canti e balli.
Alcuni parroci hanno fatto stampare il libretto delle novene celebrate nelle loro chiese, altri le recitano in "limba". Le novene sono celebrazioni popolari che lungo i secoli hanno affiancato la liturgia del santo, e fanno parte dei "pii esercizi".
Aiutano a coltivare il senso di fede e la devozione verso il Signore, la Vergine e i santi.








