Diamo una mano a chi soffre
Una nuova iniziativa missionaria con sottoscrizione a premi
Ogni anno la comunità Saveriana di Cremona offre ai suoi numerosi amici la possibilità di fare del bene. Non poteva fare eccezione l'ultimo anno del Millennio che ricorda l'inesorabile fluire del tempo, anno dedicato alla preparazione del grande Giubileo del 2000 nel nome del Padre celeste "ricco di misericordia". A marzo, apriamo l'iniziativa di primavera intitolata "Diamo una mano a chi soffre" con una libera sottoscrizione a premi che si chiuderà nella tradizionale festa degli amici e benefattori domenica 30 maggio 1999.
Sappiamo bene cosa significa "dare una mano", quale grande ricchezza di idee, di aiuti, di servizi concreti implica questa frase! Nessuno è tanto povero da non poter dare una mano a chi è più povero di lui. Non si tratta soltanto di fare un' elemosina. Implica anche un impegno personale, un darsi da fare per chi ha bisogno di aiuto, un tendere la mano a chi soffre fisicamente o moralmente a uno che ti aveva offeso e vuol fare pace con te.
Ricordate come Gesù guarì la suocera di Pietro che era a letto con la febbre? "Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano". Lo stesso fece con il lebbroso che lo supplicava di guarirlo: "Mosso da compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: “Lo voglio, guarisci”” (Mc. 1,31.41).
E come dimenticare le mamme che portavano i loro bambini a Gesù “per farglieli toccare”? “Egli prese i bambini tra le braccia, e li benediceva posando le mani su di loro” (Mc. 10,13.16). Lo stesso Egli fece con la figlia morta di Giairo: "Prese la mano della bambina e disse: 'Fanciulla, alzati!' E subito si alzò e si mise a camminare". (Mc 5,41)
Così pure con un ragazzo tormentato dal maligno che sembrava già morto, dopo essersi rotolato per terra con la bava alla bocca: “Gesù lo prese per mano, lo fece alzare, ed egli rimase in piedi” (Mc. 9,27).
Oggi il Signore ha bisogno di noi e delle nostre mani per continuare sulla terra la sua missione d’amore, di servizio, di aiuto ai poveri e agli afflitti, ai bambini organi, agli ammalati e agli affamati. Dalle missioni, in particolare dalla Sierra Leone, dal Congo e dal Burundi, ci arrivano notizie paurose e appelli angosciosi. I missionari non ci chiedono soltanto preghiere perché cessino le stragi e le guerre, ma anche aiuti urgenti, cibo, vestiti, medicine.
Nella gente che soffre è presente Gesù stesso che continua la sua passione e che alla fine dei tempi ci giudicherà su come ci siamo comportati con lui "che aveva fame, sete, che era nudo e malato e in carcere". (Mt 25,38-40) Egli ci dirà: "Tutto quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli lo avete fatto a me".
Questo è lo scopo per cui lanciamo l'iniziativa al principio di ogni Quaresima che è il tempo più propizio alla riflessione, alla preghiera, alla penitenza, alla conversione del cuore e della vita, alla solidarietà generosa, con tutti i fratelli che soffrono. Per questo vi inviamo insieme con il giornale una lettera che spiega le modalità della sottoscrizione e che contiene biglietti numerati da rispedire a noi, debitamente compilati, per l'estrazione dei premi alla fine di maggio.
Noi confidiamo nel vostro buon cuore, sperando che nessuno abbia la mano chiusa, malata di egoismo. Comunque ci rivolgiamo a voi come Gesù: "Dammi la mano! Quello gliela diede e la sua mano ritornò perfettamente sana". (Mc 3,5)








