Shalom per il Congo: Non armi, ma libri!
P. Mario Sciamanna è un saveriano marchigiano originario di Polverina, provincia di Ascoli Piceno. E’ missionario nella Repubblica democratica del Congo. E’ tornato in Italia carico di progetti per curare le ferite di chi soffre. "Sarà solo una goccia d’acqua nel deserto immenso della povertà. Però goccia più goccia fanno il mare, e il deserto può diventare un giardino", scrive rivolgendosi alle lettrici e ai lettori del nostro giornale.
Tanti uomini e donne del Congo stanno morendo per fame, malattie e guerra. La guerra, che dura da sei anni, ha già ucciso 4 milioni di persone. Nonostante gli sforzi per riportare la pace e le ripetute promesse di smetterla con le armi, miliziani e mercenari continuano ad uccidere, a derubare, a violentare persone innocenti.
Non chiedo per me. Tendo la mano per loro, fratelli e sorelle del Congo, che muoiono nel disinteresse di tutti. Non penso a ricostruire muri e tetti, perché la guerra e i fucili li butterebbero giù di nuovo. Vorrei, invece, ricostruire l’uomo che è in rovina. Una cultura di morte ha contagiato anche questo popolo, che aveva un grande rispetto della vita. Si uccide senza scrupolo, come si sgozza una capra. E il mondo tace; fa finta di non sapere. Perché ai potenti interessano oro, diamanti, uranio, coltan e gli altri minerali di cui il suolo congolese è ricco. Per accaparrarsene, tutto sembra lecito, perfino costringere i poveri ad uccidere altri poveri innocenti.
Eppure la gloria di Dio è l’uomo vivente: l’uomo che mangia e condivide il cibo con gli altri; l’uomo che sta bene e vuol bene a tutti, perché li considera fratelli.
In Congo, c’è da ricostruire l’uomo, prima ancora dei muri. Ne sono convinto. Essere missionari in Congo vuol dire impegnarsi a rimettere in piedi quest’uomo prostrato, calpestato, scoraggiato.
Come farlo? Con la formazione. Vorrei formare la mente e i cuori di tanti congolesi, riempiendoli di valori ed idee, di speranza e fiducia. Molti paesi occidentali vendono armi agli africani, per distruggerli e distruggersi. Io, con voi, voglio arricchire la loro mente e il loro cuore con quei valori umani e cristiani che creano una mentalità nuova, una cultura basata sul rispetto e sulla convivenza. Se questa cultura di vita prende piede, allora ci renderemo conto che "il regno di Dio è in mezzo a noi".
Per ricostruire questa umanità, chiedo aiuto.








