Più di un fratello, un amico: Ricordo familiare di p. Renato Gotti
di: Maria Elisabetta.
Mio fratello Renato, missionario saveriano in Brasile, è entrato nella gioia e nella luce il 5 novembre 2010, dopo tre mesi trascorsi sempre nel letto della malattia, ma non della sofferenza. Renato ha saputo affrontare questa prova con una serenità e una dolcezza davvero edificanti, con una forza che ha sorpreso anche me.
Posso dire di aver conosciuto mio fratello in questi tre mesi meglio che in tutto il resto della mia vita, anche se sono sempre stata legata a lui in modo speciale fin da bambina. Quando sono nata, Renato era già entrato da qualche anno nell'istituto dei saveriani, ma mi è sempre stato molto vicino. Mi ha seguita passo dopo passo, abituandomi molto presto al dialogo, alla spiritualità e, da buon insegnante di teologia, ad alcuni dei più grandi misteri della fede. Quanto ha amato la Trinità!
Mitezza, fede e musica
Nonostante gli anni e la lontananza che ci separavano, è stato per me più di un fratello: è stato un amico vero, una guida che con mitezza, bontà e fede mi ha aiutato a plasmare e a domare, almeno un poco, il mio carattere vivace.
Con l'età adulta, si era instaurata tra noi una profonda empatia. Anche quando viveva in Brasile, era impossibile nasconderci le sofferenze e i problemi: sapevamo leggere l'uno dell'altro i silenzi, le sospensioni, le righe bianche...
E quanta gioia diffondeva in tutti noi con la "sua" musica! Dopo la fede cristallina, gli affetti umani e la vita missionaria, la musica era la sua ragione di vita, la fonte di una grande gioia da comunicare a tutti, un mezzo per glorificare Dio in modo speciale.
Grazie a tutti e un bacio
Grazie a tutte le persone, soprattutto ai confratelli saveriani, tra cui p. Luca e p. Dagnino, che hanno aiutato Renato a vivere serenamente la malattia, sentendosi amato fino all'ultimo istante. Grazie a mio marito Angelo e ai figli che, per amore di Renato, mi hanno permesso di vivere accanto a lui quest'ultimo difficile periodo della sua vita terrena.
Grazie anche alla nostra cara amica Francesca che nel 1985, già madre di tre maschietti, con l'aiuto di Renato ha potuto adottare una bimba brasiliana Helena, che ha ora 25 anni. È cresciuta coltivando un grande amore filiale e riconoscenza per p. Renato, che chiamava affettuosamente "nonno" e che non ha mai abbandonato, specialmente in questi ultimi tre mesi di malattia.
Ciao, Renato carissimo, ora sei nella gioia del tuo Signore, insieme ai genitori e ai fratelli che ci hanno preceduto e che hai tanto amato. Un bacio a tutti voi nel cielo.








