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LA PAROLA
I farisei gli domandarono: “Quando viene il regno di Dio?”. Egli rispose loro: “Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: «Eccolo qui», oppure, «Eccolo là». Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi”. 
Disse ai discepoli: “Verranno giorni in cui desiderate vedere uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: «Eccolo là», oppure «Eccolo qui». Non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo in quel giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione. Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva. Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno sarà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata”. Allora gli chiesero: “Dove, Signore?”. Ed egli disse loro: “Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme gli avvoltoi” (Lc 17,20-37).

Non è mai facile parlare dei tempi ultimi in un’epoca in cui l’imperialismo del vedi-consuma-getta ha fatto del momento presente l’unico luogo di felicità. Internet, con tutti i suoi addentellati, è un esempio eloquente di un adesso infinito, di una eternità immanente anelata, sebbene temuta, surrogato di un tempo finale della storia in cui Dio ristabilirà la comunione tra Lui e l’umanità. 

Il testo di Luca affronta le spinose questioni del regno di Dio, della venuta ultima del Figlio dell’Uomo e della fine dei tempi. Una domanda soggiace a questa pagina dai colori foschi: può l’essere umano liberarsi definitivamente dal male passato e presente? Se , non riusciremmo a spiegare come mai, nonostante i progressi raggiunti in tutti i campi, l’umanità non solo non sia progredita verso un meglio ma si affacci sempre più minacciosamente sullo spettro della distruzione totale. Se la risposta è no, allora, ha senso l’attesa del mondo giudaico, poi fatta propria dal cristianesimo, di un intervento di Dio, il solo in grado di ricondurre l’umanità alla bellezza e giustizia primigenie. 

Di quella bellezza e giustizia vi sono manifestazioni nella storia della salvezza a cui la Scrittura dà il nome di regno di Dio. La venuta di Gesù è uno dei segni più pregnanti di come il regno non sia solo un sogno futuro, bensì una realtà già iniziata nel tempo e in attesa di compimento. Il regno, ci ricorda Luca, non è definibile né spazialmente né temporalmente, eppure è già tra noi. Non occorre andare a cercarlo in luoghi peregrini, occorre costruirlo lì dove si è. Il cristiano vive tra il tempo e i tempi, tra i giorni della quotidianità e il giorno ultimo

L’attesa di una venuta imminente del Figlio dell’Uomo era già stata frustrata ai tempi di Luca, occorreva aiutare i credenti a vivere l’attesa, il cui fine era sicuro ed evidente come un lampo nell’oscurità, mettendosi dalla parte giusta della storia, senza cedere allo sconforto. Gli esseri umani, confrontati con il disegno divino, si divideranno anche nelle famiglie più unite. Nel giorno del giudizio, sebbene esternamente sembrassero uguali, uno sarà preso e l’altro lasciato. Soltanto Dio stabilirà cosa c’era nel cuore dell’uno e dell’altro. 

L’essenziale per ciascuno è prepararsi, decidersi, non a causa di un momento particolare, né di un luogo speciale, ma dell’incontro pieno con Dio sempre possibile, sempre inatteso e allo stesso tempo sempre desiderato.



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