Il Conforti celebrato a Parma
di: Dolores e Pierre.
A Parma, la festa del nostro beato fondatore è iniziata il pomeriggio del 4 novembre con un ritiro spirituale. A guidarlo c'era p. Rino Benzoni, superiore generale, che ha esordito con una domanda: "Fosse il beato Guido Conforti a predicarci il ritiro questa sera, come procederebbe?".
Una presenza... commovente
Sicuramente, "si sarebbe commosso" vedendo i suoi figli radunati nella casa madre da lui costruita. Erano arrivati da tutte le comunità del nord Italia per festeggiare con quelli che vivono a Parma. Un bel gruppo, formato da persone di varie generazioni (dai venti ai novant'anni) di tutto il mondo: italiani, indonesiani, spagnoli, congolesi, brasiliani, camerunesi, messicani, burundesi. C'erano anche le saveriane, i laici saveriani e alcuni fedeli della città.
Conforti "avrebbe ringraziato e incoraggiato" tutti: i giovani per la loro risposta alla vocazione missionaria; i missionari che lavorano nel mondo per il vangelo; coloro che si prendono cura dei fratelli malati e coloro che offrono la loro sofferenza.
Finita la proposta comunitaria di meditazione, è proseguita quella personale in silenzio e la celebrazione del sacramento della riconciliazione, culminata nella preghiera dei vespri solenni. Poi, la giornata si è conclusa con la cena insieme e la tradizionale "castagnata", un'occasione per conoscerci meglio tra noi.
Il dono della perseveranza
Il 5 novembre è la festa liturgica del beato Conforti, nel giorno della sua morte, avvenuta nel 1931. Se lui fosse qui "ci avrebbe richiamato alla vocazione, al primo amore, alla passione per la missione fino all'ultimo soffio, ribadendo il suo sogno: fare del mondo una sola famiglia, in Cristo". Dopo la preghiera delle lodi, guidata dalla comunità di Ancora, alle 11 ci siamo di nuovo riuniti in santuario per l'Eucaristia, il momento centrale della festa.
Forse il Conforti "avrebbe parlato del sacerdozio e ci avrebbe ricordato che a fecondare la nostra vita è la grazia di Dio", ha esordito p. Benzoni nell'omelia. Dieci studenti di teologia hanno rinnovato la consacrazione al Signore attraverso la professione dei voti. Dopo la comunione tutta l'assemblea si è radunata intorno all'urna del beato Guido, per chiedere il dono della perseveranza e cantare il "Salve Regina". Finita la Messa, ci siamo trasferiti in refettorio per il pranzo comunitario, animato con qualche canzone e i giochi di prestigio di p. Mantovani.
Le festività confortiane sono culminate, anche quest'anno, con un incontro organizzato in vescovado il 6 novembre. Un gruppo di storici, insieme a p. Ermanno Ferro, ha studiato l'ambiente socio-politico, gli eventi e le azioni del vescovo di Parma 100 anni fa. Quattro relatori hanno raccontato il 1909, quando Conforti era vescovo a Parma da un anno appena.
Alla fine, un libro contenente i frutti del convegno del 2008 è stato offerto ai presenti.








