Sono profondamente riconoscente per aver ricevuto la memoria scritta p. Mario Pedrotti sul caro p. Bepi De Cillia (morto il 4 gennaio scorso): una “confidenza” personale di grande amicizia e fraternità missionaria.
Leggendo, mi pareva di vederlo vivo, padre Bepi, davanti ai miei occhi. Eravamo compagni di classe negli anni giovanili, ma dopo l’ordinazione sacerdotale (il 13 ottobre del 1963), ci siamo divisi: lui è partito per il Burundi (Africa); io per il Giappone (Asia).
Ci siamo visti solo un paio di volte nella nostra lunga vita missionaria, e solo una volta ho potuto sentire e godere il racconto delle sue ardite e faticose imprese.
Il suo vivere era “dedicarsi” agli altri e consumarsi così per la missione a cui si era consacrato.
È il terzo confratello friulano e il settimo della nostra classe di ordinazione 1963 (cosiddetta “la cornacchia”) a uscire dalla crisalide per godere le bellezze del cielo, verso cui tutti camminiamo. Grazie a Dio per questi grandi amici della missione!
p. Pier Giorgio Manni, Giappone.