di Anna Faloppi
Voglio ricordare padre Secondo che, per tanti anni, ha operato a Genova, seminando entusiasmo e fede in tanti cuori, prima di andare a Parma, nella Casa Madre dei saveriani, per essere assistito nella malattia.
Attraverso padre Secondo, io ho conosciuto e amato i saveriani e ho potuto constatare dal vivo che "dare la vita per i propri amici e per il vangelo" non sono solo parole di Gesù, ma è anche la vostra missione. La vita di padre Secondo è stata lunga e operosa, sempre tesa a mettere in pratica le opere dell'amore, sia in Italia che in Africa, dove è stato missionario per 35 anni, rischiando la vita.
Il suo carisma era eccezionale. Le persone che frequentemente incontrava, rimanevano colpite dalla sua bontà e andavano ad aumentare il suo gregge. Non si risparmiava mai, sia di persona che con lettere e per telefono. A volte faceva chilometri in treno per portare una parola di conforto alle persone.
Scrivo perché lui è stato tanto umile che si scherniva, se apertamente si parlava di quanto bene avesse compiuto. Anche nell'ultimo anno trascorso a Parma malato, non si è lamentato; ma ha accettato la malattia serenamente. Si rammaricava solo di non poter essere più utile agli altri.
Questo omaggio glielo devo io e tutti coloro che lo hanno conosciuto e che, sicuramente, pregano per lui. Padre Secondo è uno di quei piccoli, tanto amati da Gesù; uno di quei piccoli che saranno i primi nel Regno dei cieli.
Padre Secondo Tomaselli è deceduto a Parma il 3 settembre u.s.