Misericordia è dare il cuore ai poveri
Abbiamo iniziato l’anno giubilare. È stato preparato un fascicolo sulle varie opere di misericordia materiali e spirituali. Ogni venerdì, dopo la Via crucis, un catechista ne presenta una nel contesto del paese e della città di Bukavu.
Con i catechisti, in maggior parte insegnanti, abbiamo preso coscienza del contenuto sociale, non solo spirituale, della misericordia. La situazione della nostra comunità e della città è di grande sofferenza. I servizi sono carenti: mancanza d’acqua e di luce nei quartieri, assenza di lavoro e di assistenza sociale, baraccopoli e scuole non gratuite...
Misericordia corta e lunga
Vediamo la necessità di seguire il Giubileo del Levitico 25, che parla della liberazione di tutti gli oppressi («proclamerete nel paese l’affrancamento di tutti i suoi abitanti», v.10). Lo dobbiamo fare attraverso la cancellazione delle disparità sociali e dei debiti, la distribuzione delle terre, i servizi sociali e l’educazione per tutti, la dignità della donna e l’accoglienza dei piccoli.
Sarebbe bello celebrare e vivere il Giubileo assieme ai responsabili civili e sociali del paese. La misericordia è dare il cuore ai poveri.
Misericordia corta è fatta di opere quotidiane, del rapporto personale, della condivisione concreta di cibo e di beni... La misericordia lunga è quella a grande raggio: di giustizia, di rispetto delle persone e dei loro diritti, nella sensibilità e coinvolgimento di coloro che sono responsabili del paese per la grande carità politica.


.jpg)




