Misericordia e missione
Papa Francesco nella “Evangelii Gaudium” ha rivolto un appello per “la trasformazione missionaria della chiesa”. Egli auspica una chiesa “in uscita”, ma da dove viene la spinta? Viene da Dio stesso, perché il nostro Dio è un Dio “in uscita”. Lo ha affermato Gesù: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Unigenito, perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (Gv. 3, 16).
Dio “esce” da sé, si fa carne e pianta la sua tenda in mezzo a noi. Egli ama il mondo e viene incontro all’umanità ferita.
La vita e l’insegnamento di Gesù…
Nella Bibbia, misericordia, “è la parola chiave per indicare l’agire di Dio verso di noi”. È la parola che mostra il suo amore viscerale verso l’uomo. Dio è colui che ascolta il grido del suo popolo, che è paziente e misericordioso, che perdona tutte le colpe, si fa carne e cammina per le nostre strade, si commuove, si china sugli ammalati, aiuta i poveri, si dona nell’Eucaristia. Tutta la vita di Gesù parla di misericordia. Nulla in Lui è privo di compassione.
La vita e l’insegnamento di Gesù mostrano che “la misericordia non è solo l’agire del Padre, ma diventa il criterio per capire chi sono i veri figli” (MV 9). Chi ha ricevuto misericordia deve comunicarla ed essere misericordioso. C’è, quindi, un nesso inscindibile tra misericordia e missione.
“La misericordia che riceviamo dal Padre - ha detto il Papa - non ci è data come una consolazione privata, ma ci rende strumenti affinché anche altri possano ricevere lo stesso dono. C’è una stupenda circolarità tra la misericordia e la missione. Vivere di misericordia ci rende missionari della misericordia”.
Una gioia contagiosa…
Quando riceviamo una bella notizia, o quando viviamo una bella esperienza, è naturale che sentiamo l’esigenza di trasmetterla anche agli altri. La gioia suscitata è tale che ci spinge a comunicarla. Il segno che abbiamo davvero incontrato Gesù è la gioia che proviamo nel comunicarlo agli altri.
Questa è stata l’esperienza dei primi discepoli: dopo il primo incontro con Gesù, Andrea andò a dirlo subito a suo fratello Pietro e la stessa cosa fece Filippo con Natanaele. Incontrare Gesù equivale a incontrarsi con il suo amore. Questo amore ci trasforma e ci rende capaci di trasmettere ad altri la forza che ci dona… Ogni cristiano è un portatore della gioia, della misericordia di Cristo”.
Siamo un volto misericordioso?
Annunciare al mondo l’amore di Dio è quindi la prima opera di misericordia. La missione della chiesa si realizza nella misericordia, o meglio, come misericordia. “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro” (Lc 6, 35-36). Dio è misericordioso verso i buoni e i malvagi.
La misericordia di Dio diventa un modello dei nostri rapporti, da vivere nel perdono e nell’accoglienza? Possiamo dire che la chiesa di Cristo presenta oggi un volto misericordioso? La misericordia è lo stile della nostra missione?
Il Papa ci spinge a dare un nuovo volto alla chiesa, con una prassi pastorale più vicina alla gente, soprattutto ai poveri, ai rifugiati, agli emarginati, ai feriti della vita.
Guardare il mondo con i suoi occhi
Missione è liberare la misericordia di Dio nel mondo, cioè ritrovare il volto compassionevole di Dio in Gesù, e guardare il mondo con i suoi occhi di misericordia. Questa è il cuore della missione. L’annuncio di Cristo è l’annuncio della misericordia. Per questo Francesco ha espresso il suo “vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale” (MV 15).
Le ricordiamo? E, soprattutto, le pratichiamo?







