Missione e preghiera, Testimoni del vangelo
La Sacra Scrittura è continuamente attraversata dal verbo ricordare: "Ricordati di tutto il cammino..." (Dt 8,2).Il popolo eletto è ripetutamente invitato a "fare memoria" delle meraviglie che il Signore ha compiuto a suo favore lungo la storia sacra, che passa attraverso deserti, notti oscure, sentieri impervi, ma mai senza la presenza del Signore che conduce il suo popolo e lo "solleva su ali d'aquila".
Ci sono dunque per il cristiano date e nomi che assumono un valore profondamente religioso. Lungi dal ridursi ad essere notizie storiche da relegare ai libri d'archivio o, peggio ancora, da pubblicare sui quotidiani, così che a sera possano essere cestinate e dimenticate, esse sono invece "pietre miliari", che richiamano un cammino e insieme indicano una mèta.
Edimburgo 1910 - 2010
Tra queste date e nomi, un evento si è imposto recentemente alla nostra attenzione: Edimburgo 1910-2010. Sono trascorsi cento anni da quella storica Conferenza missionaria internazionale che vide la partecipazione di ben oltre mille rappresentanti delle diverse confessioni cristiane, come pure delegati di Società bibliche e missionarie e di varie altre associazioni cristiane. Dalla comune riflessione emerse in modo evidente - e doloroso - lo strettissimo legame tra evangelizzazione e unità della chiesa. Ma soprattutto si avvertì un soffio potente di grazia, un'ondata di zelo apostolico paragonabile a quello della primitiva comunità ecclesiale dopo la Pentecoste.
Da allora quante "pietre miliari" sono state poste lungo il cammino! Basterebbe anche solo fare il nome degli ultimi pontefici - da Giovanni XXIII a Benedetto XVI - per renderci conto che le prospettive e gli interrogativi di Edimburgo non sono caduti nel vuoto, ma costituiscono l'assillo, la "spina" del cuore di tanti cristiani di oggi, che si trovano a vivere il vangelo in una società fortemente frammentata e profondamente segnata dal soggettivismo culturale, dal relativismo etico e dall'indifferentismo religioso.
L'unità è ancora urgente
Cento anni dopo urge, dunque, tornare alle radici della nostra fede; urge fare nostra la preghiera di Gesù: "Padre, che siano uno, affinché il mondo creda!". Preghiera che deve diventare vita evangelicamente vissuta. Urge, infatti, avere il coraggio della testimonianza: "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli" (Mt 20,19).
Alla disgregazione che consegue all'individualismo non c'è altra risposta se non la pace che nasce dalla comunione, dove i singoli diventano uno nell'Uno, nel Dio-Amore che è Padre, Figlio e Spirito Santo. Al relativismo che chiama "bene" ciò che torna "comodo", non c'è altra risposta che l'amore al vero bene e alla verità; l'amore alla vita, accolta come dono; custodita e difesa come tesoro; soprattutto spesa a gloria di Dio e per il bene dei fratelli.








