Malinconia, fuori da casa mia
Nel corso di un dialogo di sei ore, con il direttore della storica rivista dei gesuiti Civiltà Cattolica (19 settembre 2013), p. Antonio Spadaro, papa Francesco coniò una espressione che mi colpì moltissimo: “la Chiesa come ospedale da campo”. È un’immagine nuova ed ardita.
Per Francesco, la chiesa non si riduce a "una piccola cappella che può contenere solo un gruppetto di persone selezionate, non è un nido protettore della nostra mediocrità…Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto".
Il nome di Dio è misericordia
Nel libro/intervista “Il nome di Dio è Misericordia”, Francesco spiega come
“la misericordia sia il primo nome di Dio; non ci sono situazioni dalle quali non possiamo uscire, non siamo condannati ad affondare nelle sabbie mobili”.
Le sue parole semplici e dirette raggiungono il cuore di ogni persona. La misericordia è stata da sempre al centro della vita di papa Bergoglio, sin da quando ne ebbe un’esperienza “mistica” da giovane diciasettenne; questa ha dato forma al suo ministero di prete, vescovo e ora pontefice.
“Francesco ci ha sorpreso”
Le porte di questo “ospedale da campo” sono state spalancate durante l’anno giubilare straordinario della Misericordia, suscitando sorpresa e un entusiasmo mondiale. "Papa Francesco - ha dichiarato Francesco Totti, calciatore della Roma, cattolico osservante - ogni giorno ci trasmette umiltà, serenità e soprattutto semplicità. Ancora una volta, con la proclamazione dell'anno santo straordinario ci ha sorpreso".
Caffè e biscotti dopo l’Eucaristia
Ho condiviso riflessioni ed esperienze su questo tema, nel corso di varie conversazioni quaresimali e di ritiri fatti in varie parrocchie. Un’attualizzazione originale delle opere di misericordia è la condivisione di storie e racconti tradizionali che il venerdì si tiene con gli ospiti di “Atrium”, una comunità di anziani residenti.
Per superare noia e tristezza, frequenti nella tarda età, le storie tendono a sottolineare l’aspetto positivo della vita, cercando di portare una nota di serenità ed ottimismo.
La distribuzione dell’Eucarestia e la condivisione di biscotti e caffè tra gli ospiti concludono questi incontri. “Scrupoli e malinconia, fuori da casa mia”, come dice San Filippo Neri.







