Mama Agatha, catechista a vita
Vedendo i catechisti che vengono nella nostra casa di Taranto per ritiri e incontri vari, il mio pensiero torna in Congo, dove per trent’anni ho lavorato nella formazione dei catechisti e degli operatori pastorali. Tante persone di fede si dedicano all’impegno apostolico nella comunità cristiana, avendo nella mente e nel cuore la visione della chiesa come “famiglia di Dio”.
Al mercato di Kadutu
Il senso della “famiglia africana” è un ottimo fondamento per ben posizionarsi nella chiesa-famiglia di Dio. Non era ancora ufficiale la definizione “chiesa, famiglia di Dio”, ma di fatto era già viva nella pastorale delle comunità ecclesiali.
Tra le tante persone, spicca Mama Agatha. Malgrado le difficoltà che le procurava suo marito, si era dedicata il più che poteva all’edificazione della “famiglia di Dio”, come catechista nella missione di Kadutu, a Bukavu in Congo. Avevo conosciuto Mama Agata durante i sette anni di vita missionaria passati a Kadutu. Lei praticava un piccolo commercio al grande mercato della città, da cui ricavava una parte del fabbisogno famigliare, dato che parte del salario di suo marito finiva facilmente nell’alcool locale, chiamato kanyanga.
I dieci comandamenti del catechista
Viveva una vita cristiana semplice e profonda. Un giorno era venuta da me: “Padre, non ne posso più…!”. E mi aveva raccontato le ultime di suo marito, arrivato a casa la sera precedente ubriaco fradicio. Le avevo letto una frase della lettera di Giacomo: “Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove” (Gc 1,2). Le avevo spiegato un po’ queste parole… Il suo cuore le aveva accolte pienamente, perché abbassando lo sguardo aveva detto: “Andremo avanti con la grazia di Dio”.
Formava molto bene i suoi ragazzi del catechismo, mettendo in pratica i 10 comandamenti del catechista, specialmente il primo e il secondo: 1. Sarai di esempio ai tuoi ragazzi (1Cor 11,1); 2. Li amerai e te ne darai pensiero (1Tes 2,7). Li formava alla vita cristiana, non solo alla conoscenza della dottrina.
I suoi erano i migliori
Era stata eletta responsabile di tutti i catechisti del suo quartiere “Buholo Quarto”: erano una ventina in tutto. Agli incontri mensili di formazione, come agli incontri di animazione nei rispettivi quartieri, i suoi catechisti erano sempre tutti presenti, perché lei si incaricava di visitarli e animarli prima. Mostrava una cura speciale nei loro confronti durante le settimane che precedevano la “promessa catechistica”.
Alcuni catechisti, come la stessa Agatha, avevano un collaboratore per completarsi e anche darsi il cambio, ma specialmente per avviare nuove reclute all’arte catechistica. Nella missione di Kadutu avevamo quattro anni di catechismo per il battesimo e due anni per la prima Comunione. Per reclutare i ragazzi dei primi anni, Mama Agatha sguinzagliava i suoi catechisti per il quartiere: arruolando personalmente i ragazzi, questi si affezionavano immediatamente al loro catechista.
Fino al logorio delle forze
Con questo dinamismo, che gli altri quartieri cercavano di imitare, non c’era da meravigliarsi che i ragazzi di “Buholo Quarto” risultassero sempre tra i più bravi all’esame finale, nella teoria e nella formazione alla vita cristiana.
Nel 2001, Mama Agatha aveva celebrato il giubileo d’argento di attività catechistica. Aveva continuato il suo servizio fino al 2008. Poi il logorio delle forze non glielo aveva più permesso: nel 2013 ha compiuto il suo pellegrinaggio terreno. Mi piace immaginarla ora fra i servitori fedeli del vangelo, in paradiso.





