La santità raccontata
La sera prima della cerimonia di beatificazione di Takayama Ukon, grande personaggio nel periodo delle persecuzioni contro i cristiani giapponesi, la segretaria della scuola d’infanzia di Haruki, dove lavoro come direttore, mi mostra il mensile cattolico Fukuin Senkyo (Missione Evangelizzatrice). Mi chiede se avessi letto un articolo scritto da don Matsuura, che anni addietro aveva lavorato nella chiesa di Kishiwada (la zona dove si trova la scuola materna di Haruki).
Incuriosito dal fatto che lo scritto fosse di un presbitero che conoscevo e ancor di più dal fatto che parlava dello zio della segretaria, lo leggo tutto d’un fiato. Poi, incontro don Matsuura e gli chiedo il permesso di tradurlo in italiano e pubblicarlo. Tra le altre cose, mi aveva colpito la semplicità della “santità” raccontata. I santi portati sugli altari ci sembrano lontani e difficili da imitare. Ma la figura del signor Murai, pur nella sua particolarità, mi sembra possa essere più facilmente di incoraggiamento per tutti.







