L’incidente, un quadro e il Battesimo
Nella chiesa cattolica, chi viene riconosciuto ufficialmente dalla Curia Pontificia come santo, viene onorato con il rito della beatificazione e poi della santificazione. Però, anche chi non è dichiarato ufficialmente santo, se vive nell’amore di Dio, compiendo fedelmente la sua volontà, è certamente aggiunto alla comunione dei santi e diventa per noi uno splendido esempio di fede. Tra tutta la gente che ho conosciuto vorrei presentarvi una persona che ha lasciato una testimonianza di fede indimenticabile.
Nel 2002, sono inviato come parroco alla chiesa cattolica di Kishiwada, a Osaka. Quando il parroco precedente mi lascia le consegne della chiesa, mi parla di un certo signor Yukio Murai. “C’è un fedele in questa chiesa che è costretto a letto da molto tempo. Devi assolutamente andare a trovarlo”, mi dice. Dopo un certo periodo, accompagnato da alcuni fedeli, vado a fargli visita. Lo trovo nella sua stanzetta ben ordinata, disteso sopra il letto. Non era sposato ed era la sorella minore a prendersi cura di lui. Quando mi vede, è molto contento e mi parla di cosa gli era accaduto. Quando aveva 27 anni lavorava in una ditta tessile. Nel sistemare un macchinario, cade e si frattura la colonna vertebrale, rimanendo paralizzato agli arti inferiori. Era il 1953, l’anno della mia nascita. Al pensiero che lui, per tutto il tempo in cui io sono vissuto, sia stato sempre costretto a letto senza potersi muovere, mi attanaglia il cuore. Fosse capitato a me cosa avrei fatto? Non volevo nemmeno immaginarlo.
Tramite Murai e sua sorella, sono venuto a sapere tutta la storia della sua vita. Dopo l’incidente, avendo una piccola probabilità di guarire, si affida all’ospedale statale di Osaka, dove è operato. L’intervento non dà alcun risultato, anzi gli fa salire la febbre e per questo trascorre giorni pieni di sofferenza. In uno di questi, i suoi occhi si fermano sul ritratto di una donna, appeso alla parete della stanza d’ospedale. Era un quadretto dimenticato da un ammalato, che anni prima occupava quella stessa stanza. Murai comincia a interessarsene e si chiedeva chi fosse. Per caso, il signor Akamine, ricoverato anche lui nello stesso ospedale e col quale a volte giocava a “go” (scacchi giapponesi), gli spiega che il quadro raffigurava la madre di Dio, Maria.
Akamine era cattolico e gli chiede se desiderasse parlare con un presbitero. Alla sua risposta affermativa, gli presenta p. Hatahara Kiyoharu. Quest’ultimo comincia a visitare regolarmente il signor Murai all’ospedale e a parlargli del cristianesimo. Murai ovviamente era di famiglia buddhista, ma si sente toccare il cuore dai discorsi di p. Hatahara che, in quel periodo, lavorava come cappellano delle carceri. Sentendo le storie di alcuni carcerati che si convertivano e ricevevano il battesimo, anche il sig. Murai decide di farsi battezzare. Così, tre anni dopo l’incidente, esattamente il 1° aprile 1956, nella cattedrale di Osaka, Tamazukuri è battezzato con il nome di Pietro. Il padrino è il signor Akamine.







