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La prova della fertilità in Africa, Delegate missionarie - Sardegna

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Mia madre non aveva avuto figli nei sei anni successivi al matrimonio. Per questo motivo i parenti di mio padre avrebbero voluto che la ripudiasse e sposasse un'altra donna. Ma mio padre è rimasto accanto a lei, che pregava tanto il Signore perché le concedesse un figlio. E finalmente arrivò.

In Congo, però, per dimostrare la fecondità, una donna deve dare alla luce almeno tre figli! Mia madre ha superato anche questa prova, perché io sono il terzogenito. Quando sono nato, per riconoscenza verso il Signore, mi ha voluto chiamare "Deogratias" - Grazie a Dio. Poi, con l'aiuto di Dio, è riuscita ad avere fino a nove figli.

Le preghiere dei genitori

Ho saputo questa storia solo il giorno della mia ordinazione sacerdotale. Dopo aver ricevuto la grazia di nove figli, mamma ha continuato a pregare Dio perché scegliesse tra loro qualcuno che si consacrasse interamente al suo servizio... Con la mia ordinazione sacerdotale, ha visto ascoltata la sua preghiera.

Ma non si fermò qui: pregò anche perché almeno una delle figlie si consacrasse a lui. Anche questa sua preghiera è stata ascoltata, perché una mia sorella è diventata suora in un istituto religioso del Congo. La preghiera dei genitori per i figli è importante e può essere all'origine di una vocazione. È nella famiglia che nasce e cresce una vocazione, cominciando da quella alla vita cristiana.

La difficile missione in Ciad

I saveriani sono in Congo da parecchi anni. Li ho ammirati nel loro modo di lavorare, nei lunghi viaggi a piedi nella foresta equatoriale. Si occupano con tanto amore della catechesi, della visita ai malati, dell'assistenza e di tante opere di carità cristiana. Vedendoli agire, spontaneamente è sorto nel mio cuore il desiderio di diventare come loro. Sono diventato sacerdote e sono partito come missionario per il Ciad.

Non è stato facile imparare la lingua e adattarsi al clima. Io sono nato in montagna, a 1.700 metri di altitudine, dove la temperatura non supera mai i 25 gradi. In Ciad, invece, fa molto caldo. Forse è proprio per questo che la cosa che ho più apprezzato è stata l'acqua. In Ciad ho capito meglio il significato di alcune frasi del vangelo, come quella in cui Gesù dice: "Chiunque darà un bicchiere d'acqua a uno dei miei discepoli non rimarrà senza ricompensa".

Il vangelo a memoria

Un modo molto originale ed efficace per annunciare la parola di Cristo è il racconto. In una nazione come il Ciad, in cui la maggior parte delle persone non sa leggere né scrivere, si fa uso della memoria. La gente ascolta la parola di Dio e la impara a memoria. Tra le catechiste c'erano due donne completamente cieche che erano brave nella catechesi, perché avevano imparato a memoria tanti brani della Sacra Scrittura.

La preparazione al battesimo dura circa cinque anni: un buon periodo per apprendere tanti brani della parola di Dio. Nei primi due anni di catecumenato s'impara il vangelo di Luca; nel terzo anno si apprendono vari testi dell'Antico Testamento; nel quarto anno i brani più importanti degli altri vangeli; negli ultimi sei mesi prima del battesimo, ci si dedica a memorizzare tutto ciò che riguarda i sacramenti.

Formatore di nuovi missionari

Questo metodo mi piace molto, perché così i catecumeni imparano a conoscere Gesù direttamente attraverso la sua Parola. Il lavoro missionario si svolge, dunque, presentando la parola di Cristo e testimoniando il suo amore con le numerose opere dell'assistenza caritativa, della catechesi, dell'alfabetizzazione e della comunione fraterna.

Ho lasciato il Ciad nel 1999 e sono venuto in Italia, per prendere la laurea in psicologia dell'educazione all'università Salesiana di Roma. Dal 2003, partecipo alla formazione dei nostri giovani aspiranti missionari in Burundi, Camerun e Congo. Risiedo in Congo e vado ogni anno in Burundi e in Camerun. È un apostolato interessante e importante.



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