La nuova missione di Nefa, P. Abeni con gli amici bresciani
Sta finendo un'altra estate e come ogni anno sono stati tanti i saveriani, bresciani e non, che sono passati a trovarci durante le loro vacanze. Sono i padri Abeni, Tobanelli, Pistoni, Filippini, Pedrotti, Targa e Taini. Oltre a loro ci sono p. Loda, p. Rigali e p. Brentegani, tre saveriani bresciani superiori in Colombia, nelle Filippine e in Congo, che hanno partecipato alla Cosuma, Conferenza dei superiori maggiori, a Tavernerio (CO).
Sentirsi giovani e ripartire
Padre Gianni Abeni, del quartiere della Noce, ha fatto una toccata e fuga, giusto il tempo per rimettersi in sesto da qualche problemino fisico e salutare gli amici. Fatto il tagliando, è già ripartito per la missione di Nefa, in Camerun. Racconta: "Pensavo fosse ora di andare in pensione, avendo già passato i 65 anni; invece la Provvidenza vuole a tutti i costi farmi sentire giovane. Farò quello che potrò perché la missione di Nefa copre un territorio molto vasto e ci sono tante cose da fare".
Padre Gianni è nella sua nuova missione da un anno e ogni giorno scopre cose nuove. Nefa è situata alla periferia di Bafoussam, capitale del Camerun occidentale. Ha quindi i tipici problemi delle periferie delle città, ma nello stesso tempo si estende per oltre 20 chilometri su un vasto territorio di campagna che comprende sei centri rurali, dove p. Gianni dovrebbe andare ogni settimana, ma le strade sono orribili. L'unica consolazione è che Nefa si trova a 1.400 metri d'altitudine, per cui il clima è buono.
Il grande bisogno di acqua
Padre Gianni ha un gruppo di supporter appassionati che lo seguono e sostengono in ogni suo spostamento. Il gruppo si chiama "Kamenge e dintorni" e ha la sede in Borgo Trento. Proprio a loro p. Abeni ha spiegato che gli abitanti di tanti villaggi sono andati da lui a chiedergli un aiuto per l'acqua. L'intenzione è di prolungare per altri cinque chilometri l'acquedotto che è già stato realizzato. Si tratta di condurre l'acqua in alcuni villaggi molto distanti dalla periferia, ma che sono densamente abitati. "La popolazione è molto disponibile e ha già garantito di collaborare concretamente a questa iniziativa, vitale per tutti".
L'acqua è una necessità fondamentale; senza l'acqua non si può nemmeno pensare di iniziare altri lavori. Tra questi, c'è la costruzione di alcune aule scolastiche di cui i bambini hanno assolutamente bisogno.
Attualmente, sono costretti a fare scuola in strutture fatiscenti, sempre a rischio di crolli. Dice p. Gianni: "Vorrei cominciare a fare qualcosa nei villaggi della foresta, dove c'è tanta gente completamente abbandonata".
Speriamo che p. Abeni riesca a realizzare almeno una parte di questi bei progetti.








