La missione vista dai giovani
Sono di Bolzano Vicentino, ho 26 anni e sono laureata in sociologia. In realtà, sono molto di più. Sono quei sorrisi dei bambini incontrati a Ciudad Bolivar, il quartiere dimenticato di Bogotà, in Colombia. Sono gli abbracci dei ragazzi con cui ho vissuto per un anno a Santiago, in Cile. Sono Michele, un piccolino di un anno con cui ho condiviso un pezzo di vita in terra cilena, e con lui tutti i ragazzi di quella meravigliosa casa-famiglia che mi hanno fatto sentire come a casa.
Sono tutte quelle persone incontrate in queste esperienze missionarie. Perché sono partita convinta di andare a cambiare chissà cosa, poi con il tempo ho capito che la mia presenza è un dono; ma il dono ancor più grande è quello che ricevo!
Ho il cuore pieno di nuove visioni, nuove sensazioni ed emozioni. Ho scoperto l'importanza del semplice so-stare in ascolto dell'altro, so-stare in silenzio con me stessa, so-stare dentro nuove culture, so-stare con l'ultimo e viverci assieme. Sono tornata carica, consapevole di una cosa: missione non è solo partire; missione è anche saper re-stare: cioè, stare qui, ma con visioni, valori e modi differenti.
Questa è stata la mia esperienza, dopo aver partecipato con i missionari saveriani di Vicenza al corso "Insieme per la missione". Un pensiero grande lo voglio lanciare anche a suor Anita, a suor Filomena e a Elena, mia compagna d'avventura nell'esperienza vissuta in missione.
C'è una frase che ormai non mi abbandona più: "Niente è così povero che non possa essere donato; niente è tanto ricco che non possa ricevere!". Questa è missione!





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