Dopo il ritorno dalla missione
Alberto, Jessica, Davide, Elena, Andrea, quattro Giulie, Anna, Stefano, due Marco, Denis, Gessica, Simone, Silvia, Carlotta, Elena: veri rivoluzionari! Stiamo esagerando? A noi non sembra.
"Ma cosa veto a fare?"
Seguiteci nel ragionamento. È vero o no che noi veneti siamo considerati grandi lavoratori, gente che ha fatto del lavoro quasi una religione? Lo dimostra il fatto che chiunque parta per vivere un breve periodo in terra di missione, come ad esempio i nostri giovani, si ritrova sottoposto alla domanda: "Ma cosa veto a fare in mission?".
E una volta rientrato, il "giovane missionario" - che s'attenderebbe una curiosità diversa - si ritrova invece a dover nuovamente fare i conti con lei, la domanda che è rimasta lì ad attenderlo: "Cosa gheto fato in mission? Gheto costruio un acquedotto, na scola, un mureto?".
L'idea è che se non produci qualcosa per chi è ritenuto più svantaggiato, hai perso tempo. Ma i nostri giovani, una volta rientrati - dopo il breve tempo dedicato a osservare, incontrare, capire, sentire: questo hanno "fatto" in missione -, desiderano mettere a frutto quello che hanno vissuto in giro per il mondo.
Obiettivi "rivoluzionari"
Noi vogliamo che il corso "Insieme per la missione" sia vissuto come una realtà della diocesi, e non come l'espressione della buona volontà di qualche congregazione religiosa. Per il secondo anno formativo abbiamo tre obiettivi: far sì che la missione diventi un cammino di cambiamento personale, magari anche vocazionale; tenere la mente sveglia per conoscere meglio le dinamiche che guidano il nostro pianeta; assicurare un futuro al corso che, dopo le folle dei primi anni, si ritrova a fare i conti con numeri più esigui di partecipanti.
Qualcosa è già stato realizzato: in tre incontri abbiamo ascoltato don Arrigo della pastorale missionaria diocesana, l'economista Serge La Touche, per riflettere sui problemi attuali, don Andrea Peruffo, per scavare dentro le motivazioni personali. Inoltre, due giovani sono stati inseriti nella neonata commissione di pastorale missionaria giovanile. Non è tanto, ma lo consideriamo prezioso e anche un po'... "rivoluzionario".








