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Sud/Nord Notizie: Congo RD, Bangladesh, Ghana, Ciad, Sudan

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L'emergenza continua

Padre Turazzi sul Congo RD. Mentre seguiamo con dolore la guerra in Medio Oriente, Iraq e altre regioni del mondo, non possiamo dimenticare le migliaia di sfollati del Nord Kivu. La gravità della situazione resta inalterata, mentre si teme la ripresa degli scontri e l'occupazione di Goma.

I deputati dell'Unione europea si sono pronunciati contro lo sfruttamento illegale dei minerali, vera causa della guerra, ma ogni giorno continuano le uccisioni di civili le violenze sulle donne, l'arruolamento di bambini da parte di gruppi armati. L'ultima strage, di almeno 45 persone a colpi di macete, è avvenuta il 28 dicembre, per mano di Joseph Kony, capo dei miliziani ugandesi.

Noi cosa possiamo fare? Restare collegati e... allargare il cerchio, far giungere al resto del mondo la voce del dramma congolese. È urgente, infatti, rispondere alle sfide del nostro tempo con una crescita in umanità; la condivisione delle nostre energie migliori è una via seria per contribuire a un mondo di pace.

Aria di cambiamento

• Bangladesh: nuovo governo. Sheik Hasina, la presidente della Awami League, è al suo secondo mandato dopo quello dal 1996 al 2001. Tra le novità, la nomina di due donne a capo dei ministeri più importanti: Interno ed Esteri. L'insediamento del nuovo esecutivo chiude una fase di due anni in cui il Paese è stato governato da un'amministrazione provvisoria, dopo la proclamazione dello stato di emergenza nel gennaio 2007 in seguito a violenze pre-elettorali.

C'è stata una grande partecipazione al voto (il 70% degli 81 milioni di aventi diritto) e le elezioni si sono svolte in un clima normale. L'ex-partito di opposizione ha conquistato i tre quarti dei 300 seggi del parlamento, a fronte dei 30 ottenuti dall'altra grande forza politica del paese: il Partito nazionalista del Bangladesh (Bnp) di Khaleda Zia, capo del governo prima dell'amministrazione provvisoria.

• Ghana: vittoria per la democrazia. Il Ghana ha un nuovo presidente della repubblica. Si tratta di John Atta Mills, candidato dell'NDC (National Democratic Congress), ex partito d'opposizione. La vittoria è stata accolta con soddisfazione dai ghanesi e dagli osservatori internazionali, che hanno certificato la correttezza del voto. Nonostante lo stretto margine di voti tra i due candidati (50,23%, contro 49,77% ), i sostenitori dei due partiti politici non si sono affrontati in scontri violenti, che spesso degenerano nella guerra civile. Le elezioni in Ghana sono una vittoria per chi lotta per la democrazia e un esempio da seguire per tutta l'Africa.

Incroci pericolosi!

• Ciad e Sudan: il punto. John Holmes, vice-segretario dell'Onu per gli affari umanitari, ha fatto il punto della situazione di due Paesi le cui vicende si sono spesso intrecciate negli ultimi anni. Per quanto riguarda il Sudan, Holmes ha criticato sia il governo che i gruppi ribelli attivi nella regione del Darfur per le continue violazioni di diritti umani, invitandoli al rispetto degli accordi e a porre fine agli atti di banditismo. Tuttavia, ci sono anche buone notizie: 12.000 chilometri di strade sminate e tornate agibili, 3.000 accessi all'acqua potabile messi in servizio, quasi due milioni e mezzo di sfollati tornati ai villaggi di origine.

Più ottimismo sugli sviluppi politici nel Ciad: "Il Paese ha prospettive di futuro migliori. C'è sempre il rischio di peggioramenti, ma proprio per questo la comunità internazionale deve restare vigile e fornire il suo aiuto".

• Costa d'Avorio: rifiuti tossici. Due condanne e sette assoluzioni: è il controverso verdetto della Corte d'Assise ivoriana al processo per il riversamento di rifiuti tossici avvenuto tra il 19 e il 20 agosto 2006 nel porto di Abidjan, da parte della nave cargo "Probo Koala" della multinazionale europea "Trafigura". Il tribunale ha condannato il principale accusato che smistò le 528 tonnellate di scorie pericolose, provocando la morte di 17 persone e l'intossicazione di altre migliaia. Assenti al processo i responsabili di "Trafigura" che, grazie a un patteggiamento, aveva depositato al governo 152 milioni di euro in cambio della rinuncia a qualsiasi azione legale presente e futura.



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