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La missione è una grazia, Un primo bilancio di vita missionaria

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Sono nato a Salerno nel 1968, sul Carmine, e lì sono vissuto fino a vent'anni. I miei genitori Salvatore e Anna sono originari di Montoro Inferiore, dove sono tornati a vivere all'inizio degli anni novanta. Nell'estate del 2009 sono tornato dal Brasile, dove sono missionario da sette anni, per stare un po' in famiglia e per partecipare a un corso di aggiornamento di tre mesi organizzato nella casa saveriana di Tavernerio (Como). Dopo le feste natalizie sono ripartito per il Brasile.

Il volo più lungo

Guardando indietro, sono passati già vent'anni da quando sono entrato dai saveriani. Ed è da vent'anni che ho cominciato ad andare per il mondo. Dopo due anni a Desio (MB) per gli studi di filosofia e un anno ad Ancona per il noviziato, sono stato a Parma per continuare gli studi di teologia.

Nel 1996 ho ricevuto l'ordinazione sacerdotale dal vescovo saveriano di Makeni (Sierra Leone), mons. Giorgio Biguzzi, nel santuario dedicato al beato Conforti a Parma. Dopo l'ordinazione sono stato un anno a Roma per altri studi, poi cinque anni a Cagliari per seguire i giovani aspiranti missionari. Nel 2003 ho preso il volo più lungo: sono partito per il Brasile.

Sono cresciuto e... allargato

Ho imparato molte cose da quando ho accolto l'invito del Signore a seguirlo più da vicino... Ma uscire dal proprio Paese è un'esperienza umana e spirituale ancora più grande. Posso dire che da vent'anni a questa parte sono cresciuto molto (purtroppo anche in larghezza!).

La missione è una grazia, un dono. I miei primi cinque anni li ho vissuti nell'attività pastorale in due parrocchie dello stato di San Paolo, a Piracicaba e a Pirajù. Il lavoro parrocchiale è stato impegnativo, ma molto arricchente. Mi è servito molto per conoscere la gente più da vicino: "Mi sono fatto tutto a tutti, per guadagnarne qualcuno...".

Il popolo brasiliano è molto accogliente. La cultura, le tradizioni, il modo di essere chiesa mi hanno affascinato e conquistato. Considero il Brasile come la mia nuova casa, e spero che lo sia per molto. È un Paese che sta crescendo molto, in tanti campi; in altri fa più fatica, ma è normale.

A Curitiba con gli studenti

Sono considerazioni che ho potuto fare con più calma in questi mesi di riposo e di riflessione in Italia. Serve fare una pausa ogni tanto. Forse è come per le coppie di fidanzati e sposi: quando uno deve allontanarsi per un po', ci si accorge che l'altro ti manca. Insomma, anche a me è mancato il Brasile! A gennaio ci sono tornato volentieri.

Da circa due anni mi trovo a Curitiba. Aiuto nel seminario saveriano di filosofia. Ci sono dei bravi giovani brasiliani che si preparano a spiccare il volo. Dopo quattro anni di studi filosofici, si trasferiranno nel noviziato di Hortolandia. Da lì, come aquilotti dei tropici, andranno a continuare i loro studi di teologia in Messico o in Italia, in Camerun o nelle Filippine.

Mi sarebbe piaciuto continuare nell'attività pastorale, ma anche stando in seminario, do un aiuto nella parrocchia "Buon Pastore", da 40 anni affidata ai saveriani.

"A Maronna, v'accumpagne"

Appena tornato in Brasile è morta una "santa" brasiliana. Era ad Haiti per aiutare i poveri che vivono lì, ed è morta durante il terremoto. È la dottoressa Zilda Arns, fondatrice della "pastorale dei bambini" in Brasile, con sede nazionale a Curitiba. I membri di questa pastorale aiutano le mamme e i bambini poveri con un semplice programma di sanità preventiva. Grazie a loro, in trent'anni è stata ridotta ai minimi la mortalità infantile in Brasile. Questo tipo di lavoro è stato già esportato in altri paesi con grande successo.

Come vedete, il Brasile aiuta anche altri Paesi a crescere. Infatti, adesso i missionari si adoperano perché cresca anche l'apertura alle missioni. Siamo speranzosi. Pregate anche per noi e "a Maronna v'accumpagne!".



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