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A maggio, in tutto il mondo si celebra la festa della mamma. I supermercati sono strapieni di possibili regali da donare. Certo, le mamme si meritano molto di più di una giornata all’anno in loro onore. Anche nella Bibbia troviamo vari passi che ci presentano Dio con atteggiamenti tipici di madre. Il profeta Osea ne dipinge un quadretto quanto mai delicato e affascinante: “Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare...” (11,4).

Quasi tutti i documenti della chiesa si concludono con un riferimento a Maria, madre di Dio e della chiesa. Papa Francesco non nasconde la sua devozione filiale verso la Madre di Dio. Prima di iniziare un viaggio apostolico e appena concluso, si reca a pregare la Madonna presso la basilica di Santa Maria Maggiore di Roma.

Un bacio capace di guarire tutto

Pensando alla mamma proviamo tanti sentimenti di affetto che riempiono il nostro animo. E può capitare che non sempre riusciamo a manifestarli come vorremmo realmente. Tutti noi conosciamo tante storie di mamme autentiche, donne eroiche capaci di amare fino all’inverosimile i loro figli.

La giornalista americana Erma Bombeck ci presenta un simpatico e piacevole racconto sulla mamma che merita la nostra attenzione:

     “Quando il Padre eterno ha pensato di creare la mamma era già al sesto giorno di lavoro e in più stava facendo delle ore di straordinario. Improvvisamente, apparve un angelo: «Ciò che stai realizzando in questo momento ti sta facendo perdere del tempo». L’Onnipotente rispose: «È vero, ma deve essere completamente differente e in più ha bisogno di tanti particolari. Deve avere, per esempio, il dono di un bacio che sia capace di guarire tutto e in più sei paia di occhi». L’angelo scosse la testa, visibilmente incredulo. Con calma, il buon Dio continuò: «Il difficile non sono le mani, ma le tre paia di occhi che una mamma deve avere». «Così tanti?», si stupì l’angelo. «Un paio per vedere attraverso le porte chiuse per capire cosa stanno facendo i bambini, anche se lo sa già; un altro paio dietro alla testa per vedere tutto quello che non dovrebbe vedere, ma che deve sapere. Il terzo paio di occhi davanti serve per vedere il figlio che si è cacciato nei guai e dirgli, senza pronunciare una parola, che lo capisce e che gli vuole bene. E tanti altri particolari ancora».

Dare la vita per chi si ama

L’angelo osservò attentamente il modellino di madre e analizzandolo bene disse con un sospiro: «È troppo tenero». «Ma è resistente - ribatté il Signore - e non hai idea di quello che può fare e deve soffrire una mamma!». Ad un tratto l’angelo si accorse di qualcosa sul volto della donna. «Qui c’è una perdita!». Ma il Signore con dolcezza lo corresse: «Non è una perdita, è una lacrima. Le serve per esprimere gioia e tristezza, soddisfazione e delusione, dolore e solitudine, il magone e l’orgoglio. Quella lacrima non l’ho messa io, ma sono stati i figli…».

La mamma è davvero un’opera straordinaria in tutti i sensi.

Spende la sua vita dandosi agli altri fino a offrire la vita per chi ama. Tutte le mamme sono un capolavoro di Dio. Le mamme dei missionari poi - nessuno se ne abbia a male - lo sono ancora un po’ di più.


Mamma… auguri sempre!

Quando hai cercato l’unico amore che doveva vivere con te, il Signore te lo presentò e tu dicesti “si”. Un giorno scopristi in te una nuova vita e in silenzio hai atteso prima di comunicarlo. Lo dicesti quando il tuo cuore non batteva più solo e fu per tutti un giorno di festa.

Ogni figlio che nasceva era un avvenimento, un miracolo che con tuo marito avresti fatto crescere, con fatica, ma con grande gioia. Hai preparato i momenti più importanti con delicatezza e amore.

Alcuni giorni erano oscuri, però tu sapevi che sopra c’era il sole. Così passarono gli anni, non invecchiavi mai, sognavi e cantavi. Quando i figli erano piccoli insegnavi loro a parlare, a gustare ciò che era più buono, a distinguere ogni cosa e a scegliere la migliore. Poi, nella tua grandezza, incominciasti a imparare da loro ciò che dicevi di non sapere, ma che avevi insegnato tu. Grazie mamma, auguri, sempre!

p. Giuseppe Pettenuzzo, sx.



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