La festa dei popoli senza i cinque cerchi
Ci siamo! A Pechino l'8 agosto si alza il sipario sulla 29ª edizione dei giochi olimpici. Un evento che incollerà ai televisori qualche miliardo di persone, pronte ad appassionarsi alle 28 discipline ammesse.
È un'olimpiade speciale. Prima di tutto, per il Paese che la ospita. La Cina e Pechino hanno indossato "l'abito della festa", pur di presentarsi al meglio agli occhi del mondo. Grandi opere, sicurezza, esercitazioni..., persino un buon manuale per i cittadini cinesi, perché imparino a rispettare le code! Miracoli dello sport, ma anche del business, che riesce a far chiudere gli occhi su situazioni e realtà in cui la libertà democratica e il rispetto dei diritti / doveri umani lasciano molto a desiderare.
Si dice che dove c'è sport dev'esserci gioia. Anche noi ci auguriamo che l'olimpiade diventi la festa più grande dello sport e della gioia per tutti.
Olimpiade significa anche incontro di popoli con atleti che si danno lealmente battaglia nelle diverse specialità. Per i missionari, l'incontro con i popoli non dura solo lo spazio dei giochi olimpici, ma è una costante essenziale della loro vocazione e attività. Con i popoli, hanno imparato a giocare; hanno anche insegnato a giocare e a far festa.
Per sentirci intonati con l'evento olimpionico, abbiamo chiesto ai nostri "inviati speciali" di descriverci giochi e sport tradizionali dei luoghi in cui vivono. Ne è uscita un'antologia interessante, che vi presentiamo volentieri.
Evidentemente si tratta di giochi non olimpici. Non sono in palio trofei, allori e medaglie; ma solo la voglia di divertirsi e stare insieme, facendo uso degli strumenti che la gente ha a disposizione o attingendo da tradizioni antiche, tramandate di generazione in generazione.
Magari vorrete esercitarvi in qualcuno di questi giochi... esotici. E perché no? Buon divertimento!







