L'icona della missione: Vittime dell'immagine
LA PAROLA
Un uomo di nome Anania con la moglie Saffira vendette un suo podere e, tenuta per sé una parte dell’importo d’accordo con la moglie, consegnò l’altra parte deponendola ai piedi degli apostoli. Ma Pietro gli disse: "Anania, perché mai satana si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e, anche venduto, il ricavato non era sempre a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest’azione? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio". All’udire queste parole, Anania cadde a terra e spirò… Circa tre ore più tardi, entrò anche sua moglie, ignara dell’accaduto. Pietro le disse: "Dimmi, avete venduto il campo a tal prezzo?". Ed essa: "Sì, a tanto". Allora Pietro le disse: "Perché vi siete accordati per tentare lo Spirito del Signore?…". D’improvviso cadde ai piedi di Pietro e spirò. Un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa. (Atti 5,1-11)
Non sappiamo esattamente che cosa vi sia successo, Anania e Saffira; e comunque ci resta difficile pensare che il cielo vi abbia fulminati, una dopo l’altro. Sarebbe un’ecatombe continua, se le cose funzionassero così!
Luca, scrivendo a mezzo secolo dai fatti, ha voluto fare della vostra storia un insegnamento. Il mistero della morte sconcertava una comunità che pensava di vedere, viva, il ritorno di Cristo. Se qualcuno moriva prima, addirittura se si ammalava, doveva esserci un difetto di comunione (Cf. 1Cor 11,30).
Il disagio di fronte ai bravi. Però la vostra storia ci fa pensare. Quel disagio di fronte ai più bravi della comunità, quei ragionamenti senza fine:
- “Hai sentito di Barnaba che ha venduto e consegnato tutto?
- E gli altri pure!
- E noi?
- Ma il campo è roba nostra… e se domani ci ammalassimo, la comunità ci soccorrerà? - Incertezza, forse notti insonni.
- No, nessuno ci obbliga…
- Ma la figura! Che diranno di noi?…”.
Capra e cavoli. Chissà a chi di voi due venne l’idea per salvare capra e cavoli: vendere il campo, e del ricavato, una parte nascosta, una parte consegnata come se fosse il tutto. Pietro è un pescatore, non un agente immobiliare; non capirà!
Dio non vi chiedeva di essere Barnaba, ma di dare con gioia ciò che riuscivate. Forse, all’origine di tutto, fu che non avevate colto, da suoi occhi, la misericordia con cui guardare voi stessi e con cui presentarvi, piccoli ma fiduciosi, a lui e ai fratelli. E così è apparsa la maschera. Anziché portare lieti il vostro poco, avete finto che fosse tutto.
L'immagine e il cuore. Fu una rovina anche fisica quel vostro preferire l’immagine alla verità; vi mancò il cuore. La vita cristiana non era un affare tra voi, Pietro e gli altri; è una vita con lo Spirito, lo Spirito di verità e di libertà. E come mentirgli? Soggiogati dall’apparire, avete ignorato la verità di una personale avventura con Dio in una comunità di fratelli.
Capiamo il vostro tormento: il fascino di un’avventura e la difficoltà di prendere il volo. Anche in noi a volte l’amore non basta per grandi gesti e ci sentiamo come galline che osservano aquile in volo. Vorremmo… e non ce la facciamo! E ci prende la voglia della maschera, di apparire perbene, santi addirittura, così come altri si fingono ricchi con documenti falsi. Se l'evangelista Luca, il misericordioso, ci ha raccontato in toni duri la vostra storia è per metterci in guardia dal recitar la parte.
Anania e Saffira, morti per far bella figura, insegnateci a vivere alla presenza di Dio, nello Spirito, come uomini e donne veri, regalandoci reciprocamente la libertà di essere quel che siamo, liberi dalla tentazione del trucco. Non congrega di pretesi perfetti, ma coro in cui ognuno può levare il suo canto, sapendo che Dio accoglie anche le sue incerte note.







