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Kinshasa: Novizi saveriani d’Africa, L'essenziale...

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Gli inizi sono sempre un po' difficili: adattarsi a una nuova casa, al clima di Kinshasa caldo e umido, imparare una nuova lingua, il lingala. E poi c'è da abituarsi al silenzio e a uno stile di vita diverso, caratterizzato da maggiore riflessione e più preghiera. E naturale che questo crei qualche problema nei giovani.

Siamo vicino all'aeroporto di N'Njili, su una collina che somiglia al Tabor per la sua forma a cupola, un ambiente adatto al deserto e alla preghiera. Il silenzio della nostra collina, armonizzato dagli aerei che atterrano e decollano, ci aiuta molto a riflettere e pregare.

Dallo scorso anno abbiamo iniziato l'esperienza della lettura continua della Bibbia: ne leggiamo in media tre capitoli al giorno. Dedichiamo la domenica pomeriggio quasi sempre alla lettura delle vite dei santi. Ogni giorno abbiamo tre momenti importanti di studio, meditazione e preghiera.

Dopo la conferenza del mattino, dedichiamo 45 minuti a rileggere il tema, ad approfondirlo e a pregare. La sera abbiamo ancora 45 minuti di preghiera personale (in chiesa, in camera o nel porticato) sulla parola di Dio del giorno: chiamiamo questo esercizio «ascoltare la voce del silenzio». Dopo la preghiera di Compieta, ognuno nella propria stanza legge la Bibbia o qualche libro di spiritualità. E il grande silenzio della notte, che noi chiamiamo «tempo dello Spirito». E questo anche il tempo utile per fare la direzione spirituale con i giovani.

La formazione dei giovani missionari

Il beato Guido Conforti ci indica di andare all'essenziale del vangelo e della vita cristiana: amore e unione a Cristo; la sintesi dinamica della nostra spiritualità, quindi, è fortemente centrata su Cristo Gesù. Proprio su questa base possiamo avere, secondo il Conforti, una solida formazione umana e cristiana nella vocazione missionaria e religiosa. Perciò dedichiamo molto tempo alla formazione cristiana e all'unione con Cristo. E il momento migliore di questa intimità con Cristo vivente è il tempo del ringraziamento dopo la Comunione.

Ci dedichiamo anche all'apostolato dando una mano nella nostra parrocchia di San Bernardo: l'animazione dei bambini e dei giovani, la catechesi della Cresima, raccogliere i ragazzi di strada, visitare i malati del centro Madre Teresa di Calcutta.

Quando passa per Kinshasa qualche confratello saveriano è sempre una grande gioia ; lo invitiamo a parlare ai giovani novizi, a presiedere l'Eucaristia, a condividere la sua esperienza missionaria, mostrando non solo i successi e le soddisfazioni ma anche le difficoltà e le sofferenze.

Quando i novizi prendono la decisione di far parte della congregazione saveriana attraverso la pronuncia dei voti religiosi, essi fanno una domanda scritta al superiore per essere ammessi. Allo stesso tempo, scrivono ai propri genitori e famigliari, spiegando il significato della loro scelta e anche le conseguenze e la responsabilità che questa decisione comporta per la famiglia : vivere una vita cristiana esemplare, lasciare il figlio seguire la propria vocazione e missione, rinunciare a benefici economici...

A Kinshasa da sei congregazioni maschili viene organizzato anche un corso unico per spiegare a tutti i novizi il significato dei voti religiosi. Si crea un buon clima di fraternità tra tutti anche perché, oltre la scuola, c'è possibilità di fare delle belle partite a pallone!

Fa' parte della formazione anche il lavoro manuale, almeno due ore al giorno; a ogni novizio è assegnato un pezzetto di terra per coltivare verdure e legumi. Fortunatamente, tra i novizi che vengono dal Camerun c'è sempre qualche bravo cuoco: far da mangiare bene è un servizio prezioso!



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