In cammino con p. Uccelli / 6
Ecco la sesta puntata della vita di p. Pietro Uccelli. Lo scopo è ravvivare il suo ricordo ed il suo esempio nella nostra vita per camminare con lui evangelicamente. La fonte è il libretto di p. Ermanno Zulian, “La gioia di fare il bene”, e gli scritti di altri autori saveriani (G. Viola, A. Luca, G. Camera, E. Fasolini). Il titolo di queto mese è: P. Pietro cinese con i cinesi.
P. Pietro Uccelli, dopo cinque giorni di viaggio sul bel Fiume Azzurro, è ospite con i due compagni di missione dei padri francescani nella città Hankou. Qui lo invitano a cambiare il vestito per indossare il costume cinese: una sottana che arriva fino ai piedi, un giaccone fino metà vita, una treccia posticcia di capelli sul retro del capo, le scarpe di tela, il berretto cinese. È una metamorfosi. Ma è solo l’inizio di nuove trasformazioni per assumere abitudini cinesi nel mangiare il riso, nel bere il tè e soprattutto nel parlare una lingua difficile.
Il viaggio deve continuare verso l’interno, dove si trova il territorio affidato ai saveriani, nella provincia dell’Henan, al centro della Cina. Con la ferrovia, dopo quattro giorni, p. Pietro, sempre con i due confratelli di viaggio, incontra un primo saveriano, p. Giovanni Bonardi. Dopo alcuni giorni, il 18 marzo 1906, vigilia di San Giuseppe, raggiunge la missione di Xiangxian, centro di riferimento dei missionari di Parma. P. Pietro non ha ancora una destinazione definitiva. È urgente per lui imparare il cinese, lingua non facile. Lo fa con la guida di p. Luigi Calza, a Luyi, un villaggio cristiano.
Studia con tutto l’ardore possibile, ogni giorno, e persino la domenica sta per ore a tavolino per mettere qualche parola nel magazzino della sua memoria. Dopo alcuni mesi, il 15 agosto, si esibisce, con grande pena, e predica per la prima volta in cinese. Solo verso la metà di ottobre dello stesso anno è mandato in una piccola comunità di soli trenta cristiani, a Pechuang. Qui inizia finalmente la sua attività di missionario, per la quale ha lottato e si è preparato a lungo (Continua…).







