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La Risurrezione di Gesù è il segno della vittoria già riportata sul male e la garanzia che alla fine della storia tutte le forze del male saranno distrutte per sempre. Il mese scorso, abbiamo ricordato l’opera di riconquista del mondo dal potere di Satana che Dio ha iniziato con Gesù e che sta ora continuando attraverso l’opera dello Spirito del Signore Risorto, in azione in tutto il mondo e nel cuore di ogni persona. È una lotta tremenda, drammatica, è una vera e propria lotta di liberazione delle nostre persone, a cui Dio offre in dono sé stesso, la partecipazione alla sua vita divina. È quello che le Scritture chiamano “passaggio” dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita.

Ma sappiamo bene che le forze del male sono presenti nel mondo e in ognuno di noi. L’ingiustizia, l’oppressione, la povertà, le persecuzioni continuano a gridare il loro potere. Dobbiamo essere modesti: tutto il nostro impegno non “instaura” ancora il Regno di Dio. Gesù stesso ha inaugurato il Regno di Dio, non l’ha ancora instaurato. Nella sua azione Gesù non aveva guarito e liberato tutti. Aveva introdotto il Regno di Dio nel mondo del male, non l’aveva ancora realizzato totalmente e universalmente. Aveva posto dei segni per mostrare che il Regno di Dio si era avvicinato e che la lotta contro le potenze e le autorità di questo mondo era cominciata.

La Chiesa primitiva ha continuato l’azione di Gesù, ponendo a sua volta dei segni del Regno nascente, a volte contestati. Ma ha continuato la sua azione nella debolezza e nell’ombra. È quanto Gesù spiegava con le parabole del Regno, ad esempio del granello di senape, che è piccolo e insignificante ma che ha in sé la forza di diventare qualcosa di grande. In tutta la storia, la missione dei cristiani è sempre stata vissuta così, nella debolezza.

Come Gesù, siamo chiamati a porre, nella debolezza, segni del Regno finale di Dio. Quando preghiamo “venga il tuo Regno” ci impegniamo, qui ed ora, a porre segni che siano un anticipo del Regno di Dio. E, come abbiamo detto nei precedenti articoli, siamo chiamati a notare, a far percepire i segni delle risposte allo Spirito che avvertiamo nella vita delle persone, anche in chi non è credente. Talvolta, possono sembrare insignificanti, coinvolti come sono nella debolezza umana, ma sono veri segni del Regno di Dio.

Tutto questo crea speranza e ci dà la percezione di ciò che sta davvero avvenendo nel mondo: il Regno di Dio verrà pienamente e manifestamente perché è già in atto, ovunque. Abbiamo l’assicurazione che niente può bloccare il suo arrivo totale e definitivo. In fondo, è questo il nostro compito di credenti: porre nella nostra vita segni del Regno e far notare i segni dello Spirito del Risorto presente e operante in tutti.



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