Il decalogo della Speranza
Il 2024 si chiude senza grandi progressi sul piano della pace, del rispetto dei diritti umani, dell’accoglienza dell’umanità sofferente. Eppure papa Francesco ci invita a mantenere viva la speranza e per questo ha voluto dedicare il Giubileo del 2025 alla Speranza che non delude. Nella Bolla d’indizione traccia un nuovo decalogo affinché la speranza non resti un concetto teologico o un pensiero spiritualista ma si concretizzi in attitudini e modalità che rendono presente l’amore di Dio.
Ecco dunque il decalogo della Speranza secondo Spes non confundit.
1. Porre attenzione al tanto bene che è presente nel mondo per non cadere nella tentazione di ritenerci sopraffatti dal male e dalla violenza.
2. Ricercare la pace dentro ogni conflitto; il Giubileo ci ricordi che quanti si fanno “operatori di pace saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).
3. Guardare al futuro con speranza; sostenere la necessità di un’alleanza sociale per la speranza che sia inclusiva, recuperando la gioia di vivere.
4. Essere segni tangibili di speranza per tanti fratelli e sorelle che vivono in condizioni di disagio come i detenuti; in ogni angolo della terra, i credenti si facciano interpreti delle istanze dei reclusi.
5. Segni di speranza andranno offerti agli ammalati affinché le loro sofferenze possano trovare sollievo nella vicinanza e nell’affetto che ricevono, ma anche verso chi si trova in condizioni di vita particolarmente faticose, affetti da patologia o disabilità.
6. Di segni di speranza hanno bisogno i giovani; che il Giubileo sia occasione di slancio nei loro confronti.
7. Di segni di speranza ne hanno bisogno i migranti che abbandonano la loro terra alla ricerca di una vita migliore; la comunità cristiana sia sempre pronta a difendere il diritto dei più deboli.
8. Segni di speranza meritano gli anziani che spesso sperimentano la solitudine.
9. Speranza invoco in modo accorato per i miliardi di poveri che spesso mancano del necessario per vivere; questi possono essere vicini di casa, senza abitazione, che soffrono l’esclusione e l’indifferenza.
10. Aprire il cuore e la mente per essere pronti a perdonare; perdonare non cambia il passato ma permette di cambiare il futuro e di vivere in modo diverso, senza rancore, livore e vendetta… Avere il coraggio e la pazienza di dare e ricevere il perdono.
Con questi stimoli, siamo invitati a guardare alla nostra realtà con gli occhi di Gesù, per scoprire i segni dei tempi della sua presenza operante in essa, con quella speranza che sostiene il coraggio di amare sempre. Questo è possibile grazie alla fede che nutriamo nel Signore Gesù che è stato più forte del male e della morte. È nel quotidiano che siamo chiamati a diventare segni di speranza cercando di far crescere la fraternità universale e cambiare ciò che è possibile.
Esercitarci a questo stile di vita significa dare importanza alla speranza, essere come il lievito nella pasta, una luce nelle tenebre, una forza nelle fragilità. Dice papa Francesco: “Il mondo ha bisogno della speranza, come ha tanto bisogno della pazienza, virtù che cammina a stretto contatto con la speranza. Gli uomini pazienti sono tessitori di bene. Desiderano ostinatamente la pace; la pazienza ha la capacità dell’attesa. Chi è animato dalla speranza ed è paziente è in grado di attraversare le notti più buie. Speranza e pazienza vanno insieme”.
È questo l’augurio che ci possiamo fare alla fine di questo anno, sostenuti da quel tempo forte che sarà l’Anno Giubilare, anno di grazia che inizierà proprio alla vigilia di Natale. Qui si fonda la nostra speranza: Dio ha voluto raggiungerci in Gesù nella nostra umanità per darci quella speranza che non siamo destinati alla morte ma piuttosto all’abbraccio tenero di Dio Padre. L’anno nuovo sia davvero un tempo in cui possiamo nutrire pazientemente la speranza per diventare così sua presenza efficace. Ecco la missione che ci è affidata nell’anno nuovo. Buon Natale dunque e gioioso 2025 a tutte e tutti voi.







