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p.6 Mozambico protesteMozambico: proteste represse. La vittoria del FRELIMO (Fronte di Liberazione del Mozambico, al potere dal 1975) che ha visto ottenere sia la presidenza, con l’elezione del suo candidato Daniel Chapo, sia la maggioranza in parlamento, è fortemente contestata dall’opposizione che ha denunciato brogli elettorali. Scrive p. Andrea Facchetti, missionario saveriano da oltre 10 anni nel Paese: “Le manifestazioni - duramente represse dalla polizia che sparava ad altezza d’uomo - non sono solo il frutto delle proteste per i brogli. C’è il malcontento per un paese che non va, governato da ormai 49 anni dallo stesso partito: è la protesta contro la corruzione, la disuguaglianza sociale, l’arricchimento di pochi di fronte alla fame di milioni di persone, la mancanza di opportunità per i più giovani. C’è tanta rabbia, soprattutto nelle periferie. La chiesa per ora si limita a bei documenti che condannano i brogli. Però è ora di scendere anche noi in strada. Aspettiamo il documento dei vescovi. Vedremo. Intanto internet va e viene e per giorni siamo rimasti senza”.

p.6 afwerki alsisi mohamud 1Patto tripartito. Un comitato congiunto dei ministri degli Esteri di Eritrea, Egitto e Somalia per la cooperazione strategica in tutti i campi. È quanto hanno concordato di creare i Presidenti dei tre Stati in un incontro tenutosi ad Asmara. Hanno sottolineato la necessità di aderire ai principi fondamentali e ai pilastri del diritto internazionale, in particolare il massimo rispetto per la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale dei Paesi della regione. Il riferimento è alla Somalia alle prese con la regione separatista del Somaliland riconosciuta dall’Etiopia per poter avere uno sbocco sul mar Rosso. Il vertice ha affrontato anche la crisi in Sudan e le sue ricadute regionali; la sicurezza e cooperazione tra gli Stati costieri del Mar Rosso e Bab al-Mandab e l’instaurazione di meccanismi di coordinamento tra i tre Paesi.

Myanmar: banche armate. “Le istituzioni finanziarie devono fare di più per impedire alla giunta militare birmana di acquisire armi”. Lo ha affermato il relatore speciale Onu per i diritti umani, Tom Andrews, citando la Thailandia come la nuova principale fonte di forniture militari. La giunta si è mossa per aggirare le restrizioni inflitte da UE e Usa. Tra le modalità usate: variare i fornitori di armi e mezzi militari; sfruttare alcune lacune nel sistema di sanzioni; cambiare istituzioni finanziarie e approfittare della mancanza di una precisa volontà politica da parte di alcuni governi. Andrews ha invitato gli stati ad interrompere la vendita di armi da parte delle loro aziende e le istituzioni finanziarie a congelare i rapporti con le banche statali del Paese. La proposta di una mediazione nel conflitto civile è arrivata anche dalla Commissione nazionale per i diritti umani.

Brevi dal mondo. Anura Kumara Dissanayake è il nuovo presidente dello Sri Lanka; il Paese tenta di riprendersi dopo una crisi economica e politica che lo ha messo in ginocchio e acuito la povertà diffusa.
p.6 Yunus BangladeshIn Bangladesh, l’arcivescovo di Dhaka mons. D’Cruze sostiene il governo ad interim guidato da Mohammad Yunus, dopo le dimissioni e la fuga della premier Hasina, costretta anche dalle rivolte di protesa di luglio e agosto. Due anni di lavoro per realizzare le riforme necessarie al Paese, in ascolto di studenti, società civile, movimenti politici e comunità religiose, e per porre fine a corruzione e scarsa trasparenza.
Caotica e preoccupante è definita la situazione in Bolivia dai vescovi per conflitti di natura socio-politica. L’ex presidente Evo Morales, primo presidente indigeno nella storia del paese (2006-2019), è contrapposto all’attuale presidente Luis Alberto Arce, in carica dal 2020, per ottenere la candidatura alle elezioni presidenziali che si terranno ad agosto 2025. Servono “giuste misure” per riportare la pace, dicono i vescovi.

Chiesa: le statistiche. L’Agenzia Fides ha presentato come di consueto alcune statistiche scelte in modo da offrire un quadro panoramico della Chiesa nel mondo al 31 dicembre 2022. I cattolici erano pari a 1.389.573.000 (17,7%) con un aumento complessivo di 13.721.000 persone. Solo in Europa si registra un calo nel numero di cattolici. Interessante l’analisi generale degli ultimi 25 anni (1998-2022): il numero di cattolici presenti sul Pianeta è sempre stato in costante aumento, così come i presbiteri. In calo religiose e religiosi non presbiteri. Se aumenta la popolazione cattolica, a livello mondiale sono diminuiti i Battesimi.

L’iniziativa

Report su immigrazione

Sono oltre 5 milioni i cittadini stranieri residenti in Italia (+3,2% rispetto al 2023); oltre 200mila di loro hanno conseguito la cittadinanza e in media rappresentano il 9% della popolazione in Italia. La mobilità umana si conferma un fenomeno sempre più comunitario. Questi alcuni macro-dati e temi della XXXIII edizione del Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas ItalianaFondazione Migrantes dal titolo “Popoli in cammino” dove trovano spazio analisi statistiche, riflessioni qualitative, il mondo della ricerca e quello dell’incontro personale, la lettura del presente, un respiro spirituale e lo sguardo a un futuro orientato al bene comune, al diritto a vivere in dignità e all’accesso allo sviluppo sostenibile. Sul tema della cittadinanza torna anche il dossier a cura di IDOS, con Centro Studi Confronti e Istituto di Studi Politici “S. Pio V”. Si rileva la sistematica pervicacia con cui si escludono larghe fasce di popolazione straniera dalla piena titolarità dei diritti che non investe solo la cittadinanza (la cui mancanza impedisce, tra l’altro, di concorrere per posti del pubblico impiego), ma si estende anche a fondamentali misure di welfare

Le voci dal Vaticano

Cina, Giubileo e porporati

“La Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese, visti i consensi raggiunti per una proficua applicazione dell’Accordo Provvisorio sulla nomina dei Vescovi, dopo opportune consultazioni e valutazioni, hanno concordato di prorogarne la validità per un ulteriore quadriennio”. Il criterio è compiere scelte appropriate affinché il cammino della comunità ecclesiale nella storia continui a procedere nel solco della tradizione cattolica, affrontando anche difficoltà e reali punti di sofferenza.
Una richiesta messa nero su bianco nella Bolla d’indizione del Giubileo da papa Francesco: cancellare i debiti come strada da seguire per giungere alla pace. Una domanda che trova spazio anche nel tema scelto per la 58ma Giornata mondiale della Pace, il 1° gennaio 2025: “Rimetti a noi i nostri debiti: concedici la tua pace”. Serve “una nuova architettura finanziaria internazionale audace e creativa”, che proprio nella prospettiva dell’Anno Santo porti ad una moratoria, cancellazione o riduzione dunque, del debito estero dei Paesi più poveri. “Debito ecologico e debito estero sono due facce della stessa medaglia che ipotecano il futuro”.
p.6 porpore cardinalizieIl Papa ha scritto ai 21 nuovi cardinali che riceveranno la porpora l’8 dicembre. “Caro fratello, con la creazione a cardinale entrerai a far parte del clero di Roma. Benvenuto! Ti incoraggio a far sì che il tuo cardinalato incarni quelle tre attitudini con cui un poeta argentino (Francisco Luis Bernárdez) descriveva San Giovanni della Croce, ma che si addicono anche a noi: occhi alti, mani giunte, piedi nudi. Occhi alti, perché il tuo servizio richiederà di ampliare lo sguardo e dilatare il cuore, per poter guardare più lontano e amare più universalmente con maggiore intensità. Mani giunte, perché ciò di cui la Chiesa ha più bisogno - insieme all’annuncio - è la tua preghiera per pascere bene il gregge di Cristo. Piedi nudi, toccando la durezza della realtà di tanti angoli del mondo frastornati dal dolore e dalla sofferenza per la guerra, la discriminazione, la persecuzione, la fame e molte forme di povertà che esigeranno da Te tanta compassione e misericordia. Prego per Te affinché il titolo di servo (diacono) offuschi sempre più quello di eminenza”.

Una storia speciale

Le vedove del Niger

p.6 tre nazioniI loro mariti e anche alcuni dei loro figli sono stati uccisi dai gruppi armati che terrorizzano e svuotano di popolazione i villaggi nella zona delle Tre Frontiere (Burkina Faso-Mali-Niger). Quattordici vedove, originarie dei villaggi nella zona adiacente al Burkina Faso, hanno raggiunto i campi dei rispettivi villaggi abbandonati. Da buone contadine, hanno scelto di andare a recuperare i sacchi di miglio e di sorgo che si trovavano custoditi nei villaggi. Al ritorno sono state intercettate dai gruppi armati e spogliate dei preziosi sacchi di cibo che, assieme alla famiglia, avevano coltivato, raccolto e posto nei granai. I pochi soldi che custodivano non sono stati loro sottratti. Con la vita salva, le vedove sono tornate alle precarie condizioni di vita che caratterizza le migliaia di sfollati (oltre 500 mila), assieme ai rifugiati. Ma le 14 vedove hanno vinto perché, con la loro azione, hanno smascherato il dio violento. Portavano sulle spalle il cibo per i figli, ma in realtà stavano portando anche il nostro futuro (Mauro Armanino).



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