I migliori anni della nostra vita
Il 20 settembre 2013 si è tenuto l’ultimo raduno degli “ex artigianelli”, in occasione del secondo centenario di morte di don Zefferino Iodi, fondatore dell’istituto. Come al solito, la Messa è stata particolarmente vivace e partecipata. Mons. Adriano Caprioli, vescovo emerito di Reggio Emilia, è stato accompagnato da due “ex artigianelli” sacerdoti, don Nino e il sottoscritto. Non sono mancati i soliti canti tradizionali - “Bianco Padre”, “Andrò a vederlo un dì” - eseguiti con maestria da uno degli “ex artigianelli”, al posto del maestro recentemente scomparso.
La fraternità in tempi duri
È tradizionale anche la “parte del leone”, tenuta dal novantacinquenne don Gaetano Incerti, a quel tempo rettore, che ricordiamo con simpatia e riconoscenza, nonostante i suoi modi educativi non sempre… teneri.
Non a caso, uno degli “ex artigianelli” commentava così i suoi lunghi anni passati al “Pio”: “A quei tempi abbiamo imparato più a comandare che a ubbidire”. Penso che volesse dire che quel clima di disciplina un po’ militaresco ci rendesse capaci di governare noi stessi prima degli altri.
I migliori anni della nostra vita? Si può discutere e obiettare che erano tempi duri di miseria e povertà, di freddo e fame… Però se ci ritroviamo ancora dopo tanti anni, vuol dire che quegli anni, a loro modo, si possono chiamare “i migliori” per il clima di fraternità e di mutuo aiuto, che ci siamo scambiati con naturalezza. Io stesso, durante la mia permanenza missionaria in Brasile, sostenuto dai miei compagni “artigianelli”, ho potuto realizzare due opere significative: un bel salone parrocchiale e un battistero disegnato ed eseguito da uno scultore locale.
Il grande album dei ricordi
Monsignor vescovo ha ricordato la figura di don Zefferino Iodi, chiamato il “don Bosco di Reggio”. Lungimirante e di mente aperta, non pensava solo a sottrarre dalla strada i ragazzi, ma di offrire loro un futuro reso possibile da scuole artigianali: meccanici, tipografi, fotografi…
L’attuale presidente degli Artigianelli, ha fatto notare che senza dubbio molte cose sono cambiate. Però rimane sempre un sentimento di profonda stima per un tempo in cui certi valori si vivevano più che ai nostri giorni. Ciascuno di noi tiene con sé, come una reliquia, un album voluminoso che ricorda quegli anni soprattutto con le fotografie di quei tempi. Sfogliandolo, ciascuno rivive con commozione quel tempo e continua a sentirsi in cordata di stima, preghiera e amicizia, nonostante gli anni avanzino sempre più e tutti noi, chi più chi meno, ha già imboccato la via del tramonto.







