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Dedicare la vita agli altri, in coppia

Abbiamo avuto il piacere di incontrare due amici che hanno fatto dell’amore agli altri un motivo di vita. Sono Cristiano e Danila, due giovani sposi della diocesi di Tortona che da un anno vivono a Belém, capitale dello stato del Parà, nel Brasile amazzonico.

Cercano di migliorare la vita di tanti bambini che popolano soprattutto le strade delle periferie della città. Cristiano e Danila sono rientrati in Italia per una breve visita alle loro famiglie. È stata l’occasione per ascoltare il racconto della loro esperienza.

Due giovani come tanti

Cristiano ha 29 anni. È originario di Casteggio (PV) e laureato in giurisprudenza. Danila è calabrese, trasferita a Milano e laureata in economia e commercio. Da anni erano impegnati nel volontariato, dedicavano il loro tempo libero a bambini, anziani, disabili e malati; tant’è vero che si erano conosciuti a Lourdes.

Pian piano in loro si era fatta strada l’idea di fare qualcosa di più, di impegnare la loro vita per aiutare gli altri. Così hanno inviato i loro curriculum a diverse associazioni che si interessano ai bambini. L’AiBi, l’associazione Amici dei Bambini, è stata una delle prime a rispondere.

Partono per Belém

Quando l’AiBi ha selezionato Cristiano, Danila ha deciso di seguirlo. Si sono licenziati e sposati, per poter partire insieme. Hanno partecipato a un tirocinio di tre mesi - lui a Bucarest e lei a Sarajevo - e dopo un periodo di lavoro nella sede di Melegnano, sono partiti come cooperanti (pensano che la parola “missionari” sia troppo impegnativa!).

Dal dicembre del 2002 sono a Belém. A loro è affidato il compito di coordinare il personale locale con l’aiuto di  un’associazione del luogo. L’AiBi, infatti, nei suoi progetti e attività, si appoggia alle associazioni locali per entrare meglio nel contesto sociale e culturale. E quando queste associazioni diventano abbastanza autonome, lascia a loro la gestione delle attività.

Una casa quasi normale

Arrivati a Belém, Cristiano e Danila abitavano in una casa dove c’erano troppi animali: entravano topi, rane e insetti di ogni genere. Ora abitano in una casa normale, quasi occidentale, nel senso che è in muratura. È vicina all’ufficio e la strada che passa davanti casa è asfaltata.

L’ufficio è una struttura dove assistono i bambini lavoratori. In un altro quartiere, su un pezzo di terreno sono state costruite due case per le varie attività, una piscina ristrutturata e due gazebo dove lavorano quando la stagione lo permette.

Bambini lavoratori e abbandonati

Non è possibile descrivere una loro giornata tipo. Ogni giorno è diverso. Comunque, dedicano la maggior parte del loro tempo nel cercare di prevenire l’abbandono dei bambini. Gestiscono un grande centro, con più di 140 bambini e giovani dai 7 ai 21 anni, in una comunità vicina a Belèm.

In altri due quartieri della città, Cristiano e Danila lavorano con tutti i bambini che incontrano per strada. Sono meccanici di biciclette, facchini per i supermercati, venditori di ghiaccioli… tanti piccoli lavori che spesso rappresentano per loro l’unica fonte di sostentamento.

Poi ci sono i bambini che sono già stati abbandonati. Questi spesso sono affidati ai tribunali o agli istituti minorili. Bisogna aiutarli, e non soltanto economicamente. Cerchiamo di rintracciare le loro famiglie; di sostenere le famiglie affinché possano prendersi cura dei propri figli. In Brasile la miseria è un problema grave e penoso per tante famiglie e per i loro bambini.



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