Cari amici, è da un po’ di tempo che non scrivo, chiedo perdono. Il mio rientro in Italia è stato causato da motivi di salute. Ora sono a Parma, in casa madre. Qui sono curato in modo premuroso e fraterno. Il mio corpo di novantatreenne esulta felice! Posso vivere sempre da missionario, non fisicamente, ma spiritualmente.
Ho capito la grande intuizione del nostro fondatore s. Guido Conforti: la consacrazione è missione. Finora, ho cercato di esercitare la missionarietà nell’attività, come s. Francesco Saverio nostro patrono; ora sono missionario, con l’atto d’amore espresso nel silenzio, nella contemplazione e pregando.
L’atto d’amore rimane in eterno!
Il mio cuore, però, è sempre in Congo, dove i miei bambini poliomielitici dell’Heri Kwetu soffrono e offrono i loro disagi con amore. Ogni sera recitano il santo rosario per me e i loro benefattori.
Ricevo ancora molte lettere di famiglie sofferenti, che mi rendono partecipe dei loro dolori. Affido tutti alla nostra Mamma Celeste.
p. Lorenzo Caselin - Parma.