Laicato saveriano: Fare missione insieme
Fare missione insieme - religiosi, religiose e laici - ciascuno con la propria specifica vocazione, ma tutti uniti dallo stesso desiderio di missione e da una stesso carisma, vuol dire fare del mondo una sola famiglia.
C'è bisogno di testimoni credibili, di esperienze vitali, capaci di parlare con l'esperienza dei fatti e della vita, piuttosto che con le parole.
E cosa c'è di più credibile e coinvolgente che un'esperienza di missione fatta insieme: consacrati, consacrate e laici?
Alessandra e io abbiamo avuto il privilegio, ma soprattutto la grazia, di vivere questa esperienza in prima persona, avendo fatto parte per alcuni anni all'equipe che ha elaborato il progetto "Tabor". Tale progetto offre un percorso di discernimento proposto e promosso dalla famiglia saveriana e rivolto ai giovani in ricerca, per offrire loro la possibilità di vivere un tempo intenso e personale di riflessione sulla propria vita, aperto a ogni tipo di vocazione cristiana, alla luce della fede e della missione.
Nei quattro anni di attività son stati veramente tanti i doni ricevuti e tanti i ricordi che ci portiamo dentro. Certamente il primo è la vita dei giovani di cui abbiamo incrociato la strada: una vita fatta di domande, attese, sogni, dubbi, paure; ma anche colma del desiderio di incontrare Lui... e di vivere la missione.
Ma il ricordo più bello che ci portiamo dentro è senza dubbio la consapevolezza di un'esperienza vera di missione fatta insieme, nella quale abbiamo sperimentato la bellezza del fare comunione, la fatica e la gioia dell'ascolto, lo stupore nel trovare spesso soluzioni inedite, mettendo insieme ciascuno i propri carismi, la bellezza dell'aiutarsi reciprocamente...; insomma, in una parola: fare famiglia e annunciare che la missione è possibile proprio a partire da questo.
Perché non c'è forma più credibile di annuncio se non quella del fare comunità e perché, come ci ha detto Gesù, "da come vi amerete sapranno che siete miei discepoli".








