Padre Boschetti: La missione in Mozambico
Quanto costa la fede in Africa
Quando giunsi in Mozambico, nel 1998, era da poco finita la lunga guerra civile che aveva causato un milione di morti su una popolazione di 18 milioni. Il vescovo assegnò ai missionari saveriani le zone di Chemba e Sena, a 500 chilometri dalla città di Dondo.
Povertà e abbandono
Regnava la più cruda povertà. Le poche strutture esistenti erano state distrutte; le terre erano state abbandonate dai contadini profughi. La missione non aveva neppure una capanna, tanto che dormivamo all’aperto. A poco a poco, sentendo del nostro arrivo, molti cominciarono a tornare nei villaggi.
Abbiamo scoperto 30 piccole comunità che si erano formate durante la guerra, pur nella mancanza assoluta di sacerdoti. È stata la gente stessa a venirci a cercare. Mentre queste comunità rifiorivano, altre di nuove si formavano, fino a raggiungere quota 77, proprio come narrano gli Atti degli apostoli.
77 parrocchie e due missionari
Qui sta la meraviglia del Mozambico: in un villaggio un gruppo di persone, non ancora cristiane, si mette d’accordo per pregare, come hanno visto fare nel villaggio vicino. Chiamano un catechista e, quando si sentono pronte, vanno a cercare il missionario e lo accolgono con festa.
Siamo solo due missionari. Eppure abbiamo visitato i 77 villaggi, pari ad altrettante parrocchie italiane, due o tre volte l’anno. Ogni due anni viene anche il vescovo per le cresime. Con l’aiuto dell’8 per mille dalla chiesa italiana, abbiamo costruito una scuola superiore per 420 alunni e un ostello che ospita 130 ragazzi che vengono da lontano.
Non lasciateci soli
Confesso che la fede che ho ricevuto da quella gente è più di quella che ho potuto trasmettere. Ho visto e condiviso tanta povertà e sofferenza: fame vera, sete, colera, malaria… È impossibile fare il più pallido confronto con la nostra vita. Per tutti i rifornimenti dipendiamo dalla città di Dondo: 500 chilometri di distanza non certo coperti da autostrada né da ferrovia.
L’isolamento è grande. Le donne che muoiono perché nel parto non possono ricorrere al taglio cesareo, sono ancora numerose.
Che dire ai cristiani d’Italia?
Vorrei far capire loro quanto costa la fede in Africa e quanto preziosa dovremmo ritenere la nostra fede cristiana! Non lasciateci soli, anche se non so dirvi come. Grazie.








