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Decalogo per pace e dialogo interreligioso

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“Principi di Strasburgo per il dialogo interreligioso” è il titolo del documento di lavoro diffuso a Strasburgo al termine del convegno internazionale intitolato “Dialogo interreligioso su religione e pace, religione e diritti umani”. Hanno partecipato numerosi rappresentanti delle confessioni cristiane, dell’ebraismo, dell’islam.

- Le religioni svolgono un ruolo importante nella vita delle persone, in Europa e altrove nel mondo, quale elemento integrante della loro identità di credenti e di cittadini.
- Approfondire la conoscenza e la comprensione della cultura e della religione dell’altro è un aspetto fondamentale della società europea contemporanea, accogliente e rispettosa delle diversità.
- Una società democratica non può definirsi tale se manca il rispetto per la libertà di pensiero, di coscienza e di religione. La libertà di religione o credo rappresenta un principio cardine dei diritti umani.
- La libertà di pensiero, di coscienza e di religione sancita dall’articolo 9 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo è un diritto fondamentale non solo per i credenti, ma anche per i non credenti o per gli indifferenti nei confronti della religione.
- Il dialogo interreligioso e interculturale pertanto contribuisce a rafforzare la comprensione, il rispetto e la collaborazione reciproca all’interno delle società europee.
- Il dialogo interreligioso anche tra leader religiosi e credenti, fondato sul rispetto della dignità umana, dei diritti umani e delle libertà fondamentali, dei principi democratici e dello stato di diritto, si rende necessario per contrastare discorsi di odio e discriminazione, e per promuovere il rispetto reciproco, la riconciliazione e la pace.
- Il radicalismo e l’estremismo religioso sono incompatibili con una corretta comprensione e pratica della religione. Pur condannando e contrastando tutti gli atti di violenza, tra cui quelli perpetrati in nome della religione, è necessario evitare la stigmatizzazione di intere comunità religiose.
- La libertà di pensiero e di espressione comprende il diritto alla critica nei confronti di determinati aspetti delle religioni, ma sempre nel rispetto dell’altro e dell’ordine pubblico.
- Nell’esercizio del suo potere normativo nei rapporti con le varie religioni, lo Stato è tenuto a rimanere neutrale e imparziale, astenendosi dallo schierarsi da una parte o dall’altra in dispute che presentino elementi di natura religiosa o confessionale.
- In caso di conflitti di natura religiosa, il ruolo delle autorità politiche è quello di cercare soluzioni ai sensi di legge, invitando le comunità religiose a rispettare la legge e a rispettarsi vicendevolmente. La soluzione non può risiedere nella discriminazione o nel negare il godimento di diritti umani e libertà fondamentali.



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