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Un martire missionario sardo

Il vescovo di Oristano mons. Pier Giuliano Tiddia ha dato il via a procedere per la causa di beatificazione del martire servo di Dio Giovanni Soggiu, frate minore conventuale e primo prefetto apostolico di Hingan in Cina. II 12 novembre 1930, mons. Giovanni Soggiu moriva ucciso da briganti cinesi. Quell'uccisione, esaminate le circostanze, è stata considerata un martirio.

La memoria del martire si è mantenuta viva a Roma, in Sardegna, tra i frati minori conventuali e tra i fedeli fino ai nostri giorni, grazie anche a testimonianze storiche sulla sua vita santa.

Il martire Giovanni Soggiu è originario di Norbello, dove la famiglia possedeva un palazzo, dove ora sorge l'edificio della biblioteca. Dello stesso paese è la saveriana Maria Efisia Fadda, che è stata missionaria in Amazzonia.

I saveriani per la Cina

La missione nello Shansi ci ricorda la missione dei primi due saveriani in Cina, padre Caio Rastelli e Odordo Manini, che nel 1898 sono stati portati a Tayaunfu, nella stessa regione dello Shansi, dal vescovo francescano mons. Fogolla. Il beato Fogolla è stato martirizzato con cento fedeli nella rivolta dei boxer contro gli europei, nel luglio del 1900. Padre Caio Rastelli, invece, dallo Shansi settentrionale si era rifugiato in Mongolia, a causa di una taglia che era stata messa sulla sua testa, ma le fatiche della fuga e la febbre tifoidea lo hanno poi portato alla morte.

I saveriani sono stati fondati dal beato Guido Conforti per la missione in Cina e hanno a cuore la missione verso i cinesi, sul modello di san Francesco Saverio di cui quest'anno stiamo festeggiando i cinquecento anni della nascita. In Sardegna, che io sappia, esiste una sola chiesetta di campagna dedicata a san Francesco Saverio. Avremmo piacere che ci venissero segnalate altre chiese dedicate al Saverio nell'isola, se esistono.

La Cina in mezzo a noi

Una trentina d'anni fa è stato girato il film “La Cina é vicina”. Ora dobbiamo dire che la Cina è anche qui in mezzo a noi . Abbiamo sempre visto in giro dei ristoranti cinesi, così caratteristici per le loro insegne e per il cibo che essi offrono. Ma ora i prodotti cinesi arrivano nei nostri mercati e sono venduti nei nostri negozi. Molti prodotti sono confezionati in Italia nei laboratori artigianali, conosciuti o nascosti.

Spesso si parla di immigrati magrebini dell'Africa settentrionale, perché la loro emigrazione è più vistosa e rumorosa, con gli sbarchi dei clandestini. Si parla meno degli immigrati cinesi, che pure sono numerosi, forse perché il loro inserimento nella società italiana è più ordinato e silenzioso. Ma si pone il problema anche per noi di conoscere meglio la cultura cinese.



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