Skip to main content
Condividi su

Damas è un giovane saveriano d'Africa, che vive nella comunità dei teologi a Parma. È arrivato da poco e sta imparando l'italiano Leggete questo suo scritto e giudicate voi, se merita la... promozione.

Siamo quattro studenti nella classe di lingua italiana. Per esercitarci a parlare, la nostra insegnante ci fa leggere e commentare alcuni articoli di giornale. Un giorno ci è capitato questo: "I soldi fanno la felicità, o no?". Dopo la lettura del testo, c'è stata una grande discussione fra noi sul senso del denaro e sul significato della felicità.

Il criterio d'avere sempre più

Dopo aver meditato sulle beatitudini evangeliche, sento risuonare dentro di me queste domande: "Da dove ci viene la felicità? È vero che i soldi ci danno felicità, procurando benessere, potere e paciere?".

Uno di noi ha affermato: "Quando i soldi diventano la finalità per qualcuno, questi perde il vero valore di tutto ciò che incontra, fino a trasformare gli altri in mezzi per avere di più. Quando una società, mossa da una visione utilitaristica, arriva a mettere al primo posto i soldi, ciò fa venire meno la fraternità, l'amicizia e tante altre virtù umane. Le persone, alla fine, sono considerate in base alla loro capacità di produrre. E anche la felicità è concepita in base al criterio dell'avere".

Io penso che la felicità stia nella pienezza dell'anima, nelle relazioni fraterne, nella fiducia reciproca, nei rapporti armoniosi con la natura, nei veri rapporti umani, dove ciascuno è visto come dono per l'altro e non come un avversario.

Il senso della condivisione

Allora anche i soldi troverebbero la loro giusta importanza nel servizio vicendevole. Chi ha di più, condividerà con chi ha meno e con chi è bisognoso. Chi aiuta non si sentirà più importante di chi è aiutato. Piuttosto, nel suo aiuto vedrà solo un atto generoso e fraterno che lo chiama a essere più giusto, e dunque a dare ai più deboli la possibilità di essere domani indipendenti da lui. E chi è aiutato non se ne approfitterà, ma cercherà di diventare capace di dare il proprio contributo e partecipare alla vita felice di tutti. Così il denaro, senza essere l'elemento fondamentale della felicità, troverà il suo giusto posto nel circolo della felicità comune.

L'eco di queste parole sul rapporto tra i beni temporali e il fine dell'uomo, mi porta a pensare al cammino di rinnovamento che il vangelo ci propone: è una scuola dove imparare a dare a ogni cosa il giusto posto, sfidando la società che scommette soltanto sull'avere. Oggi, dinanzi alla crisi generale dell'uomo, i cristiani beneficano di un cammino di revisione e di scoperta della loro identità di figli di Dio e fratelli di tutti in Gesù Cristo.

È Lui la fonte e il culmine della nostra felicità, e ci invita alla preghiera, al sacrificio e alla carità.

Lasciare a Dio il suo ruolo

Nella nostra giustizia, basata sul "dare a ciascuno il suo", noi ci fermiamo talvolta a un'elemosina, donando un po' del nostro superfluo. Ma la vedova del vangelo ci insegna a dare tutto ciò che abbiamo per vivere. Il vero sacrificio non è un modo di risparmiare per accumulare ancora di più; è invece un modo di condividere ciò che è importante per noi.

Però, come dice sant'Agostino, una giustizia distributiva che sottrae l'uomo al suo vero Dio, diventa illusione di auto-sufficienza, competizione e schiavitù, che mette noi stessi al centro di tutto.

Ci può essere una felicità vera lontano da Dio vivente?

In un tempo come il nostro, mi pare che l'ascolto della Scrittura e la preghiera possano aiutarci a fare in modo che Dio sia al centro della nostra storia quotidiana, scoprendo la sua volontà su di noi e sugli altri.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2374.35 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Novembre 2015
Padre Gianfranco Sana, saveriano bergamasco di Ponte San Pietro, è il nuovo economo della comunità saveriana di Brescia. Lo abbiamo intervistato per…
Edizione di Novembre 2007
Un sogno si sta realizzando Sono brasiliano, nato a Centenario do Sul trent’anni fa. Ho iniziato il cammino vocazionale con i saveriani nel 1996 con…
Edizione di Ottobre 2005
Nelle prime due settimane di agosto, la comunità di Tavernerio ha ospitato l’incontro di tutti i superiori delle missioni saveriane nel mondo. È stat…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito